Tra le centinaia di persone che oggi pomeriggio hanno partecipato al sit-in in memoria di Juana Cecilia Hazana Loayza, uccisa in modo barbaro nella notte tra venerdì e sabato scorso dall’ex compagno, c’era anche Anna De Chiara, una carissima amica, che la ricora e chiede giustizia:

Cecilia era una donna sorridente. Aveva una gran voglia di vivere, amava suo figlio, era la sua unica ragione di vita. Andava a lavorare ed era una donna come tante altre. Chiedo che venga fatta giustizia per quello che è successo a Juana non deve succedere ad altre donne. Io ero presente ogni volta che Cecilia ha denunciato, le sono stata accanto, ma purtroppo non è stato abbastanza e Cecilia l’hanno ammazzata. E ribadisco uccisa due volte, una dalla legge e l’altra dall’orco che la uccisa. Mi stringo ai familiari, alla sua mamma. Non riesco ad accettare questa tragedia che si poteva evitare e non è stato fatto, oggi io non ho più la mia amica del cuore, non ho più Cecilia con me”.

Ma Cecilia viveva nella paura costante o negli ultimi periodi si era un po’ tranquillizzata?

“Lei nell’ultimo periodo viveva nella paura, era terrorizzata da questo personaggio che la perseguitava. Da quando lui era agli arresti domiciliari si era un po’ tranquillizzata e stava cercando di rifarsi una vita. Poi quella foto su Istagram che ha provocato la reazione di Mirko Genco. Lui era una persona gelosa, possessivo, ossessivo, controllava tutto di lei, ogni spostamento. Non si è mai rassegnato, ed ha fatto questo gesto come per dire io sono l’ultimo dopo di me non ci sarà è più nessuno.

Io pretendo e voglio giustizia. Il distanziamento non significa nulla, queste persone possono sempre agire. Le persone come Mirko Genco vanno aiutate, era un ragazzo con un passato difficile, dove la mamma era stata uccisa dal compagno, e lui non è stato seguito e non è stato aiutato. Questa tragedia si poteva evitare, l’ennesima scarpa rossa si poteva evitare e non è stato fatto”