Dal parcheggio di Via Melato, vicino al palazzo dove Juana Cecilia viveva col suo bimbo fino al parco di Via Adelina Patti, dove l’ex compagno l’ha uccisa. Un fiume di persone, alcune centinaia, hanno testimoniato con una sfilata silenziosa l’orrore e la rabbia per l’ennesimo femminicidio. In testa lo striscione dell’associazione Nondasola, dietro semplici cittadini e rappresentanti delle istituzioni.

Negli occhi di tutti il dolore per un’altra vita spezzata, per una tragedia che forse avrebbe potuto essere evitata. Juana Cecilia Hazana Loayza, 34 anni, operatrice socio sanitaria viveva di nuovo nella paura da quando l’ex compagno, il 24enne di Parma Mirko Genco, era tornato in libertà, dopo 40 giorni di arresti domiciliari e una condanna a due anni pena sospesa per stalking nei suoi confronti.Nella notte tra venerdì e sabato si è compito il dramma. Genco, ossessionato dalla gelosia, ha ucciso con un coltello da cucina l’ex compagna nel parco. Poche ore dopo è stato rintracciato e ha confessato. Nel 2020 era anche stato denunciato da un’altra ex compagna con cui viveva a Parma

Nel luogo dove Juana Cecilia è stata uccisa fiori, lumini e la scritta su un foglio “Non è questo il modo di andarsene”. A terra anche un paio di scarpe rosse lasciate da un’amica con la scritta “Sei l’angelo più belllo Cecilia”