Giulio Bacicchi

REGGIO EMILIA – Tornano a brillare le vetrate che si affacciano sullo splendido giardino disegnato negli anni ’90 dall’architetto fiorentino Pietro Porcinai. E questa volta ad accendere le luci dello storico locale Caffè Arti e Mestieri è Giulio Bacicchi, da decenni protagonista della ristorazione reggiana, titolare del catering I Love My Kitchen e per anni del caffè Prospero.

Il locale è chiuso da quando a febbraio la famiglia dello chef Gianni D’Amato ha deciso di lasciare l’attività a Reggio Emilia per trasferirsi a Tellaro.

“Quando a febbraio sono stato contattato da un referente della famiglia Maramotti, che è proprietaria dell’immobile, l’ho vissuto come un riconoscimento alla mia carriera – ci racconta – Dopo un paio di incontri, a maggio abbiamo formulato la proposta e definito l’accordo e il 1 dicembre inauguriamo un nuovo capitolo del Caffè Arti e Mestieri. Il primo maggio di tanti anni fa ho aperto Prospero, il bar in Piazza dei Leoni, e visto la fortuna che mi ha portato, ho scelto la stessa data per questa nuova avventura”.

Come sarà il nuovo Caffè firmato Giulio Bacicchi?

Qualche cambiamento all’arredamento e allo stile del locale sarà la nostra firma per il nuovo Caffè. Uno staff giovane con un bravissimo chef che arriva da Modena proporrà un menu della tradizione che però non tralascerà di incuriosire i clienti con un tocco di innovazione e creatività. Stiamo studiando i piatti che proporremo senza stancarci di provare e mettere a punto l’offerta migliore per la nostra clientela.Anche alla struttura del ristorante abbiamo fatto alcuni cambiamenti, che spero possano essere apprezzati.

C’è molta attesa per questa nuova apertura. Avete già avuto richieste?

Si, abbiamo già un paio di serate in cui è prenotato tutto il locale. E in tanti ci hanno già chiamato per riservare dei tavoli.

L’inaugurazione sarà il 29 novembre, poi dal 1 dicembre il locale sarà aperto a tutti, a pranzo e cena. Sarà chiuso solo la domenica sera e il lunedì.

Anche il Bar Reggio rivivrà con una nuova gestione

Il Bar Reggio era il nostro bar, in gioventù andavamo al Grattacielo, poi quando questo chiudeva, ci trasferivamo tutti al Bar Reggio, allora gestito dalla signora Sarda con il marito Colombo. Era la fine degli anni ‘70. Lì c’era anche una sala col bigliardo, dove ci trovavamo a giocare, poi da lì si partiva per andare in discoteca o in altri locali. Cambiata negli anni la gestione, il bar era rimasto il nostro punto di ritrovo per andare allo stadio. Già allora c’era una compagnia che giocava a carte, ramino, scala quaranta, Majon. Noi eravamo i “lazzaroni” che lì si davano appuntamento per andare allo stadio o in discoteca.

E’ lì che abbiamo fondato il gruppo Nobiltà Granata, una falange di ultras di cui c’è ancora lo striscione. Gli Ultras Ghetto erano in curva, noi eravamo nei distinti, un gruppetto di 20-30 “facinorosi buoni” – racconta ridendo Giulio – Negli anni è cambiata la gestione e anche le abitudini, ma il bar ha mantenuto la tradizione del gioco di carte.

Come sarà il nuovo bar?

Io ho fatto da consulente e diciamo ‘art director’ per quanto concerne la ristorazione e l’impronta estetica, a Giuseppe Iori, mio amico e socio in tutte le attività (Ilmk, Caffè Arti e Mestieri) che ha deciso di rilevarne la gestione. All’inizio doveva essere un’imbiancata, stucco e pittura. Alla fine abbiamo rifatto tutto il locale. Erano 50 anni che nessuno ci metteva mano. E’ stato fatto un intervento importante, con nuove vetrate, e un arredamento completamente rinnovato, pur mantenendo elementi dello storico bar.

Cosa proporrà?

Sarà un bar per la colazione, dove trovare ottimi panini, prendere un toast, mangiare qualche piatto caldo all’ora di pranzo e dove fare l’aperitivo. Per il momento sarà aperto fino alle 21. Naturalmente il Bar Reggio manterrà la sua natura, una sorta di Bar Sport dove potersi ritrovare con gli amici a vedere le partite, giocare a flipper e prendere l’aperitivo. Abbiamo due enormi televisori e tutti gli abbonamenti alle varie piattaforme, per vedere tutti gli avvenimenti sportivi.

Il mio sogno è quello di finire la carriera al mare – confessa – ma per ora non mi sono ancora stancato della nostra città, che ha bisogno di essere rilanciata e sostenuta.