C’è anche REsoH+, una startup  innovativa fondata da un team di ingegneri, geologi, chimici e un docente dell’Università di Modena e Reggio Emilia, già finalista alla Start Cup Emilia-Romagna, tra i partecipanti al Premio Nazionale Innovazione che si svolgerà in modalità mista in due giornate: martedì 30 novembre (ore 10:00/17:30) e venerdì 3 dicembre (ore 09:30/13:30) all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”

Resoh+ è l’acronimo di Reversibile Solid Oxide cells for hydrogen conversion. Si tratta di batterie che possono produrre energia elettrica e acqua calda a partire dall’idrogeno e dall’ossigeno e, possono lavorare in maniera reversibile, producendo idrogeno dall’acqua. Una soluzione in grado di abbassare i costi e i tempi di produzione e implementare il rendimento della batterie a idrogeno. Quello ideato nei laboratori di Sassuolo, grazie all’adattamento della tecnologia del settore ceramico al campo delle celle a combustibile a ossidi solidi,  è un prodotto in grado di sostituire le tecnologie inquinanti con una spesa inferiore.

Il team di REsoH+ è composto da Dino Boccaccini, ingegnere meccanico, Vincenzo Riva, geologo, entrambi impiegati nel reparto R&S di differenti aziende meccaniche del settore ceramico. A loro si aggiunge Maria Cannio,  elettrochimico, con dottorato di ricerca in elettrochimica e formulazioni di inchiostri e sintesi di nanomateriali, Damiano Bonaccorso, laureato in chimica industriale e dottorato in chimica con specializzazione nell’integrazione di sistemi a idrogeno, David Stainer, anche lui un ingegnere con lunga carriera alle spalle nel mondo finanziario e Marcello Romagnoli, professore associato di Scienza e tecnologia dei materiali del dipartimento di Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia con il ruolo di scientific advisor.

I finalisti provenienti da tutta Italia sono oltre 60, di cui 4 dell’Emilia-Romagna. I progetti innovativi d’impresa concorreranno per 4 premi settoriali di 25.000 euro ciascuno – IREN Cleantech&Energy, ICT, Industrial e Life Sciences-MEDTech – e il titolo di vincitore assoluto del PNI 2021. 

Oltre a REsoH+ a rappresentare l’l’Emilia Romagna al PNI ci saranno  AdapTronics dell’Università di Bologna; Gazza Eco Friendly dell’Università del Sacro Cuore di Piacenza e Bioristor di Imem Cnr Parma. 

I quattro progetti d’impresa candidati al PNI sono stati selezionati nel corso della finale della Start Cup Emilia-Romagna 2021competizione organizzata da ART-ER e dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con le Università, i centri di ricerca e altri partner sul territorio dell’Emilia-Romagna.

Scheda finalisti dell’Emilia-Romagna al PNI

REsoH+ (Industrial), Unimore – Nuovo processo di produzione digitale a basso costo di celle a combustibile a ossidi solidi alimentate ad idrogeno (Sofc). Si tratta di un sistema che e` in grado di produrre energia dall’idrogeno e idrogeno dall’acqua, sostituendo le vecchie tecnologie piu` costose e inquinanti.                                                                                                                                         
Bioristor
 (Cleantech & Energy), Imem Cnr Parma – È un sensore biocompatibile in vivo che monitora in tempo reale la composizione della linfa nelle piante misurando il loro stato di salute. Obiettivo e` quello di aiutare i produttori agricoli a ridurre e ottimizzare il consumo di acqua e di fertilizzante. Il sistema e` in grado di individuare precocemente le malattie.

AdapTronics (Industrial), Universita` di Bologna – Packaging in cui e` integrato un circuito elettronico per una presa elettro-adesiva ed una soluzione unica di chiusura e tracciabilita`. Obiettivo e` di rendere il packaging intelligente e la logistica piu` sostenibile in tutte le fasi della filiera fino alla consegna dell’ultimo miglio.

Gazza eco-friendly solutions (Cleantech & Energy), studenti dell’Universita` del Sacro Cuore di Piacenza – Produzione di biopolimeri 100% biodegradabili e compostabili a zero impatto ambientale derivanti da sole componenti naturali che consentono di ridurre la percentuale di componente fossile dei prodotti plastici in linea con le nuove direttive europee.