FOLL12 è il nome della ricerca condotta da Unimore e dall’Ematologia dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia che affronta, primo progetto al mondo, la tematica della terapia personalizzata nel paziente con linfoma follicolare in stadio avanzato.

Pubblicati in questi giorni dal prestigioso Journal of Clinical Oncology i risultati dello studio che ha coinvolto 800 pazienti. Stefano Luminari, professore ordinario di Oncologia, del dipartimento CHIMOMO di Unimore e direttore del programma di “Ricerca clinica oncoematologica” dell’Ematologia dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia è il primo autore di questo importante articolo.

Il Linfoma follicolare è una neoplasia del sistema immunitario che origina dai Linfociti di tipo B, si presenta come una malattia paucisintomatica e tale può rimanere per lungo tempo. Il trattamento medico, nei pazienti sintomatici con malattia in fase avanzata, prevede la somministrazione di immunochemioterapia, ovvero una combinazione di chemioterapia e terapia immunologica con anticorpo anti CD20. Esiste un rischio di recidiva della malattia nel tempo che potrebbe richiedere l’utilizzo di linee aggiuntive di trattamento. Le terapie oggi disponibili sono molto efficaci e hanno consentito di misurare la sopravvivenza dei pazienti con linfoma follicolari in decadi. I dati più recenti suggeriscono che per i soggetti che non presentano recidiva di malattia nei primi anni successivi alla diagnosi, il Linfoma Follicolare non determini una riduzione dell’aspettativa naturale di vita del paziente. Per questo motivo molta parte della ricerca clinica è oggi attenta a identificare la migliore terapia aggiungendo alla scoperta di terapie efficaci il tentativo di ridurre gli effetti collaterali a lungo termine dei trattamenti.

FOLL12, lo studio che ha visto coinvolti Unimore e Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia, ha valutato la possibilità di adattare il trattamento dei pazienti con linfoma follicolare al rischio di recidiva di malattia, definito applicando criteri accurati di risposta metabolica e molecolare, tramite l’utilizzo della FDG-PET (il radiofarmaco maggiormente utilizzato nei centri di medicina nucleare che dispongono della PET) e di tecniche ultrasensibili di biologica molecolare. 

Il progetto FOLL12 sta fornendo moltissime informazioni utili a migliorare la conoscenza sul Linfoma Follicolare e a definire al meglio le terapie personalizzate dei prossimi anni anche se, purtroppo, lo studio non è riuscito a confermare l’ipotesi che ci si era proposti dimostrando in maniera indiretta l’efficacia della terapia di mantenimento con anticorpo antiCD20 in tutti i pazienti responsivi all’immunochemioterapia iniziale. Nonostante questo risultato inatteso, la pubblicazione dei primi risultati sulla più importante rivista di oncologia mostra l’importanza dello studio.

Dottor Francesco Merli, Direttore dell’Ematologia dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia e presidente della Fondazione Italiana Linfoma

“Dal punto di vista organizzativo – spiega il dottor Francesco Merli, Direttore dell’Ematologia dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia e presidente della Fondazione Italiana Linfoma – il progetto FOLL12 ha validato la capacità dei ricercatori italiani afferenti alla Fondazione Italiana Linfomi (FIL) di condurre studi complessi sul territorio nazionale. FOLL12 è stato realizzato grazie a una rete di collaborazione, coordinata dalla FIL, tra reparti di medicina nucleare e laboratori di biologia molecolare che hanno potuto applicare criteri standardizzati per la definizione della risposta, garantendo la massima qualità dei dati dello studio.

Il gruppo di medici nucleari dedicato allo studio, in particolare, è stato organizzato e gestito dal dottor Annibale Versari, Direttore della Medicina nucleare dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia e ha garantito refertazione centralizzata in tempo reale da parte di revisori certificati di tutti gli esami FDG-PET eseguiti dai pazienti in studio”.

Dottor Annibale Versari, Direttore della Medicina nucleare dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia

“Il progetto FOLL12 – aggiunge il Prof Luminari – è un eccellente esempio di collaborazione accademica tra istituzioni e professionisti e il suo risultato va oltre a quello della pura ricerca medica. In questi mesi gli stessi ricercatori coinvolti nel progetto FOLL12 sono impegnati ad avviare un nuovo studio randomizzato, lo studio FOLL19, che in continuità e grazie alle osservazioni fatte sullo studio precedente prosegue il percorso di personalizzazione della terapia dei pazienti con linfoma follicolare. Anche questo nuovo progetto sarà coordinato dai ricercatori clinici dell’Ematologia di Reggio Emilia. Il Prof. Luminari conclude con un ringraziamento a chi ha permesso la realizzazione del progetto.

Prof Luminari, ordinario di Oncologia, del dipartimento CHIMOMO di Unimore e direttore del programma di “Ricerca clinica oncoematologica” dell’Ematologia dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia

Lo studio FOLL12 è stato avviato nel 2012 partendo da un’idea generata dal gruppo di ricerca coordinato dal Prof. Massimo Federico dell’Università di Modena e Reggio Emilia e concretizzata grazie all’azione dei ricercatori e del personale di supporto alla ricerca della Fondazione Italiana Linfomi. Nel progetto di ricerca sono stati coinvolti circa 800 pazienti con linfoma follicolare in stadio avanzato, curati in una cinquantina di centri onco-ematologici italiani afferenti alla Fondazione Italiana Linfomi (FIL): a tutti i colleghi coinvolti e ai pazienti che volontariamente e in maniera gratuita hanno contribuito alla ricerca va indirizzato un segno di grande riconoscenza. Infine, lo studio non sarebbe stato possibile senza le risorse messe a disposizione dalla FIL, i finanziamenti del Ministero della salute nell’ambito del bando ricerca finalizzata 2009 e senza i contributi messi a disposizione dalla Società Italiana di Ematologia (SIE) e dall’ “Associazione Angela Serra per la ricerca sul cancro” di Modena. Solamente grazie a risorse provenienti dal sistema pubblico e dalla società civile è possibile svolgere ricerche libere da interessi commerciali, propri dell’industria farmaceutica, e affrontare quesiti complementari all’efficacia dei nuovi farmaci ma non per questo meno importanti”.