Il 2021 si chiude nel pieno di una quarta ondata dalla portata molto impegnativa per tutta la sanità reggiana.

“E’ una fase particolarmente difficile perché molto diversa da quello a cui eravamo abituati” ha spiegato questa mattina la direttrice generale Cristina Marchesi nel corso dell’ultima conferenza stampa dell’anno.

Sono quasi 8000 i reggiani a casa tra quarantena (4238) e isolamento (3769 casi attivi), la cui gestione impatta in modo pesante su tutta l’attività dell’Ausl della provincia.

Dott. Emanuela Bedeschi, direttrice dip. Sanità Pubblica

Questa mattina è arrivata un’ulteriore circolare del Ministero che di fatto azzera la quarantena per i vaccinati (con booster o che abbiano completato da meno di 4 mesi le due dosi o che siano guariti da meno di 4 mesi) e che riduce l’isolamento per i positivi asintomatici che abbiano precedentemente ricevuto la dose booster, o che abbiano completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni. (qui il testo della circolare ministeriale).

“Si tratta di una svolta molto rilevante – sottolinea la dott. Marchesi – che aiuta a gestire il tracciamento in un momento pesante in cui l’incidenza è molto alta. E’ un provvedimento pensato per snellire le pratiche”. Tuttavia, precisano i vertici Ausl, per recepire le nuove norme servirà un adeguamento informatico importante che richiederà alcuni giorni: “Faremo il possibile per ridurre al minimo i tempi di attesa e liberare dall’isolamento o dalla quarantena le persone in base alle direttive del nuovo decreto”. Anche con le nuove regole infatti, tutti coloro che sono isolati perché positivi o contatti devono attendere il via libera dell’Ausl prima di tornare in comunità. “Chiediamo pazienza ai cittadini, in pochi giorni riusciremo a metterci in pari”.

Ospedale: “Negli ultimi dieci giorni i ricoveri riguardano soprattutto non vaccinati

dott.ssa Laura Cavazzuti, Direzione Medica Ospedaliera

Sale a 178 la dotazione complessiva di posti letto destinati a pazienti covid perché sono aumentati i pazienti che necessitano di ricovero, con una media di 10 al giorno, spiega la dott.ssa Laura Cavazzuti, della Direzione Medica Ospedaliera. Di questi 13 sono in rianimazione, 16 in pneumologia, 12 in terapia semi-intensiva, 52 in medicina interna al Santa Maria, 31 malattie infettive, 32 in medicina a Scandiano, oltre a 22 posti letto per pazienti con positività ma ricoverati per altri motivi.

Oggi sono 158 i pazienti ricoverati, di cui 11 in terapia intensiva, 16 in pneumologia, 6 in terapia intensiva pneumologica e 6 in medicina d’urgenza, 52 in medicina al Santa Maria, 29 in medicina a Scandiano e 29 in malattie infettive. Oltre a una ventina di pazienti ricoverati per altri motivi e positivi.

“E’ una situazione complicata perché non calano le altre patologie ed è necessario un bilanciamento quotidiano tra posti letto covid e no covid”.

“Negli ultimi dieci giorni si osserva che il ricovero si sta spostando sui non vaccinati – precisa la dott. Marchesi – questi sono la maggior parte nei reparti di rianimazione e in terapia intensiva. In particolare, è non vaccinato l’80% dei ricoverati in terapia intensiva, il 70% dei ricoverati in pneumologia e oltre il 60% negli altri reparti”.

L’ospedale di Guastalla al momento è covid free ma si stanno facendo valutazioni in merito perché i ricoveri sono tanti. “E’ una sottrazione di risorse, perché non si possono continuare ad aumentare i letti. Dedicarli al covid sottrae risorse agli altri pazienti”.

Pesante l’impatto su tutta l’attività ospedaliera, che ha visto una riduzione del 40% dell’attività chirurgica non programmata (tranne in oncologia e in medicina d’urgenza).

“La riduzione riguarda l’attività chirurgica ma anche la medicina preventiva, che ora non si nota ma di cui purtroppo ci accorgeremo in futuro, spiega la direttrice. Questo è dovuto a una riduzione importante del personale per problemi legati alla pandemia o all’obbligo vaccinale: tra soggetti in quarantena, isolati o non vaccinati, sono quasi 200 le persone a casa tra sanitari e amministrativi”.

Triplicate le attività tra ricoveri, tamponi e vaccini

Nel frattempo si sono triplicate le attività di ricoveri, tamponi e vaccini. “Siamo arrivati a fare 3000 tamponi al giorno, da 1500 vaccini al giorno siamo passati a 5000, da 30 ricoverati ora ne abbiamo 150 e l’attività e in continuo incremento”.

Decuplicato il numero dei tamponi. “A Marzo 2020 erano 100 i tamponi che venivano processati ogni giorno nell’area vasta. A Reggio si è arrivati a farne 350 al giorno, in un crescendo continuo che ci ha portato ieri a refertarne 3000”.

Oggi per i tamponi c’è un’attesa di circa 4 giorni, rispetto ai tempi previsti, “è un tempo ancora accettabile se guardiamo a cosa succede nel resto del paese” precisano. “Siamo arrivati oltre la nostra capacità massima – sottolinea la dott.ssa Nicoletta Natalini, direttrice sanitaria, e abbiamo dovuto fare delle scelte. Abbiamo tantissime richieste di sintomatici, e abbiamo dato la precedenza alle richieste dei medici di medicina generale. Ci stiamo attrezzando per acquisire nuove attrezzature e a gennaio arriverà un nuovo macchinario che permetterà di processare 300 tamponi in più al giorno e ci si sta muovendo per avere da metà mese una macchina che permetta di arrivare anche a 1000 in più”.

Scuola: 173 studenti a casa tra quarantene e isolamento

Sono 8 le classi in quarantena in uno strascico della situazione scolastica prima della chiusura per le vacanze di Natale.

Per 201 classi interessate da casi singoli è stata predisposta solo la segnalazione ai genitori senza la proposta di tamponi. 173 gli studenti a casa tra quarantena e isolamento. Nove i focolai non ancora conclusi, di cui 8 in scuole primarie o dell’infanzia e 1 in una secondaria di primo grado.