Dott. Nicoletta Natalini, direttrice sanitaria Ausl

REGGIO EMILIA – E’ ancora molto elevato il numero dei nuovi contagi da Covid nella provincia reggiana, tuttavia i dati relativi all’incidenza ogni 100mila abitanti lasciano intravedere un barlume di speranza. Sono le parole dei vertici dell’azienda sanitaria reggiana che durante la conferenza stampa di aggiornamento hanno sottolineato come “si registrino ancora numeri molto alti ma i dati fanno pensare all’inizio di un rallentamento nella crescita dei nuovi casi”. In leggera diminuzione infatti l’incidenza, ‘scesa’ dai 2250 casi ogni 100mila abitanti della settimana scorsa, ai 2100 degli ultimi 3 giorni.

“Gli esperti ipotizzano di essere vicini al massimo della curva – ha precisato la dottoressa Nicoletta Natalini, direttrice sanitaria Ausl – e questo vorrebbe dire che poi si inizia a calare”.

Il dato fa ben sperare in un’evoluzione positiva nelle prossime settimane anche se il numero dei positivi ha raggiunto valori molto alti. “Le positività della nostra provincia sono dovute al 70% alla variante Omicron, spiegano, anche se nei ricoverati continua a prevalere la Delta. Sono due quadri diversi che indicano come Omicron sia molto contagiosa ma percentualmente determini meno ricoveri rispetto a Delta”

Ospedale: calano gli accessi al pronto soccorso ma il tasso di occupazione di posti letto dedicati a pazienti covid è al 92%

Dott. Giorgio Mazzi

Settimana molto impegnativa anche in ambito ospedaliero dove con 226 ricoverati – il numero più alto da aprile 2021 –  il tasso di occupazione di posti letto dedicati a pazienti covid è arrivato al 92%.

“Questa settimana abbiamo purtroppo avuto diverse giornate con un saldo negativo tra pazienti dimessi e nuovi ricoverati, – spiega il dott. Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero – e per questo è stata ulteriormente aumentata l’offerta di posti letto per pazienti covid. In questo momento abbiamo più ricoverati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno ma il dato confortante arriva dagli accessi ai pronto soccorso della provincia, che passano da una media di 381 al giorno con 59 positivi della scorsa settimana, ai 343 con 50 positivi di questa.

Stabile la media dei ricoveri covid che si mantiene sui 18 al giorno, numero comunque alto perché si tratta di pazienti che arrivano dopo diversi giorni dalla comparsa dei sintomi e che di conseguenza necessitano di degenze più lunghe.

Sono saliti a 254 i letti dedicati a pazienti covid, il numero più alto dal maggio scorso. Di questi 21 sono in terapia intensiva (a cui se ne aggiungono 8 no covid). “Questo – aggiunge Mazzi – spiega la dolorosa decisione di ridurre l’attività chirurgica per reperire infermieri e anestesisti per la gestione dei letti di terapia intensiva, tenendo conto che l’occupazione di base in terapia intensiva è di 12 posti”.

Ai 226 ricoverati di Reggio, se ne aggiungono 7 nella Cra Covid di Scandiano. I pazienti sono così distribuiti: 16 in terapia intensiva a Reggio (tasso di occupazione al 76%), 31 in pneumologia (tasso al 97%), 5 in medicina d’urgenza, 72 in medicina cardiovascolare, 30 in malattie infettive, 5 in ortogeriatria, 2 in otorino, 8 in pediatria (bambini non in condizioni preoccupanti, ricoverati per febbre e perché non si alimentano o per problemi respiratori), 5 pazienti gravide in ostetricia, 13 a Guastalla, 29 a Scandiano e 6 in Lungodegenza a Castelnovo Monti.

“E’ una fotografia poco confortante – sintetizza Mazzi – con un incremento costante di posti letto dedicati al Covid e una degenza media di almeno 10 giorni. Anche quando arriveremo al picco, puntualizza, ci sarà da aspettare almeno una settimana per vedere ridimensionare i numeri in ospedale. A questo si aggiunge la carenza di personale sanitario a causa di isolamenti, quarantene e sospensioni: un numero, precisa il direttore, che si avvicina alle 250 unità. La sensazione però è quella di essere ormai vicini al plateau. E considerato il numero crescente di persone vaccinate, si può cominciare a guardare con maggiore fiducia alle prossime settimane”.

SCUOLE 710 studenti in quarantena dopo una settimana di scuola

Dott. Emanuela Bedeschi

Dopo una prima settimana di attività scolastica l’andamento dei casi negli istituti ha risentito di quanto succede al di fuori, ha spiegato la dott.ssa Emanuela Bedeschi, direttrice del Dipartimento di sanità pubblica.

“Al momento sono 101 le classi prese in carico, di cui 47 classi di scuola primaria, dove si è verificato un solo caso e quindi in attesa di tampone. 54 sono le classi in quarantena, di cui 22 sezioni di nido o scuole dell’infanzia (in cui con un solo caso la classe va in quarantena), 11 classi di scuola primaria, 21 classi di scuole secondarie in quarantena (con più di due casi). Ad oggi sono 710 gli studenti in quarantena e 12 i docenti. In tutto sono 32 i focolai con più di un caso distribuiti in tutti i distretti della provincia”.

In programma la prossima settimana gli incontri con l’ufficio scolastico provinciale per la definizione dell’applicazione operativa dei nuovi protocolli.