Da oltre vent’anni stava lavorando e pagando il mutuo per rimettere in sesto una villetta, a ridosso del centro di Rolo. Ma la crisi economica ha fermato il suo sogno, costringendolo a bloccare i pagamenti del mutuo, portando l’abitazione a essere messa all’asta. E alla fine ha tentato l’ultima carta: ha individuato l’acquirente dell’edificio e nel marzo del 2016 le ha inviato una busta anonima, che intimava di lasciare stare la villetta, con tanto di cartucce calibro 7,65. Inoltre, con un coltello, aveva danneggiato uno dei pneumatici dell’auto dell’acquirente della casa.

Le indagini dei carabinieri portarono a un cinquantenne, rinviato a giudizio per turbativa d’asta, danneggiamento, porto di oggetti atti a offendere e detenzione abusiva di armi, relativa a un proiettile. L’imputato ha confessato davanti al giudice, in tribunale a Reggio, ha chiesto scusa, ha parlato della disperazione che lo aveva portato a quel gesto. E ha pure scagionato il figlio, mandato assolto, accollandosi l’intera responsabilità dei reati. Alla fine del processo l’imputato, difeso dall’avvocato Claudio Bassi, è stato condannato a due anni e quattro mesi di reclusione. Una pena molto alta, secondo la difesa, tanto che si annuncia già un ricorso in appello.