E’ con uno sguardo tutto rivolto al ‘900 che apre dal 12 al 20 marzo Mercanteinfiera, l’appuntamento di antiquariato, design storico e collezionismo vintage di Fiere di Parma che conferma le sue date. Arredi di un altro tempo, che hanno attraversato i decenni passando di generazione in generazione e pronti per un’altra vita. E’ la durabilità, l’altra faccia della sostenibilità. Sono questi “arredi felici”  i protagonisti di Mercanteinfiera che “riparte sulla base dell’ottimo risultato conquistato l’autunno scorso con 50 mila visitatori e circa 5000 buyer” come afferma Ilaria Dazzi Exhibition Director.

Ad inaugurare l’edizione primaverile, due mostre collaterali dal titolo “Partivano i bastimenti. Home sweet home America” e “Olivetti #StoriadiInnovazione”. Storie diverse ma che hanno in comune la dimensione del sogno: quello degli oltre 14 milioni di italiani che a inizio secolo si imbarcavano verso il Nuovo Mondo e quello di un uomo, Adriano Olivetti che ambiva a un modello economico-industriale fondato su solidarietà, giustizia e umanità. “Partivano i bastimenti. Home sweet home America” racconta lo stupore ma anche la grande nostalgia di milioni di migranti italiani ( oltre 14 milioni) che ai primi del 900  si imbarcavano per l’America con le grandi compagnie di Navigazioni. Sono loro i protagonisti della mostra collaterale e accanto a loro la memoria “necessaria – continua Dazzi per rafforzare il comune senso civico. Le storie delle migrazioni di ieri sono infondo le stesse cui assistiamo proprio in questi giorni: stesse paure, stesse angosce e stesse speranze”.

Olivetti #StoriadiInnovazione” è invece il titolo della mostra realizzata in collaborazione con l’Associazione Archivio Storico Olivetti di Ivrea. Un percorso distinto in tre tappe – macchine da scrivere, macchine da calcolo, pc stampanti e registratori di cassa – che vuole essere una riflessione sul concetto di design secondo Adriano Olivetti. Tra i modelli in esposizione, la Lettera 22, “Leggera come una sillaba, completa come una frase” come recitava una delle pubblicità del tempo. Disegnata per Olivetti dall’architetto Marcello Nizzoli conquistò presto grandi giornalisti e scrittori da Indro Montanelli a Oriana Fallaci, da Enzo Biagi a Gianni Mura fino ad Ernest Hemingway.

Restano però antiquariato, design d’autore e collezionismo vintage gli indiscussi marchi di fabbrica di Mercanteinfiera: in 40 mila mq di superficie espositiva e quattro padiglioni sfilerà tutta la storia dell’arte dal ‘600 al 900, dal Barocco al Classicismo, dal Romanticismo al Realismo all’Art Decò.

Fino a sconfinare nel mondo delle rarità dove non è inusuale trovare accanto a un antico orologio Cartel del 1800 firmato da Antoine Thiout Paris, un quadro di Cesare Viazzi, un ricercato visore stereoscopico dei primi del 900 per vedere le cartoline in tridimensionale, un quadro del dissacrante performance artist austriaco Hermann Nitsch oppure di Luciano Lutring, pittore e criminale.

E poi le grandi griffe dell’orologeria (Rolex, Patek Philippe, Audemars Piguet, IWC ecc…), della moda vintage e del design storico: Gio Ponti, Colombo, Fornasetti, Arne Jacobsen, Riccardo Giovannetti o Gaetano Pesce. Oggetti iconici del passato espressione di grandi avventure ideative e produttive che sono entrate nelle nostre case trasformandole.