Il Comune di Vezzano sul Crostolo ha ottenuto dalla Regione Emilia-Romagna il finanziamento da 700mila euro, che aveva chiesto per procedere alla riqualificazione dell’ex Mulino Boni. Il progetto presentato dall’amministrazione è stato premiato dal bando regionale di Rigenerazione Urbana 2021, che mira a finanziare la “rinascita” di spazi dismessi perché vengano resi disponibili alla comunità. Oltre al valore sociale del progetto, la Regione ha premiato il percorso partecipato, con cittadini e associazioni, che il Comune di Vezzano ha messo in campo per ascoltare le esigenze del territorio rispetto a un bene così antico e baricentrico rispetto al capoluogo.

“Lavoriamo al recupero dell’ex Mulino Boni dal giorno dell’insediamento e cioè dal maggio 2019 – spiegano il sindaco, Stefano Vescovi, e l’assessore al Patrimonio, Mauro Lugarini – Abbiamo ridisegnato completamente il progetto passato, assumendocene le responsabilità, perché ritenevamo che la direzione presa in passato non fosse confacente alle esigenze attuali e non sono mancate le critiche, spesso poco costruttive, considerando il risultato poi ottenuto. Questo è un successo di tutta la comunità, che dovrà essere la benzina che alimenterà il motore dell’area oggetto di rigenerazione.

Ci aspetta un duro lavoro nel quale le protagoniste saranno le nostre associazioni – Proseguono Vescovi e Lugarini annunciando la convocazione di un incontro, che si terrà mercoledì 3 aprile, proprio con le associazioni, per continuare quel lavoro che mai si era interrotto. Ringraziamo l’architetto Bertani, il suo staff, i nostri uffici e quelli dell’Unione Colline Matildiche, senza dimenticare i nostri consiglieri, tutti fondamentali ma siamo solo all’inizio dell’opera e ora dobbiamo poggiare a terra questo riconoscimento Regionale e riempirlo dei contenuti che ci siamo prefissati tutti insieme. Siamo alla metà dell’opera”.

Che l’immobile sia di enorme importanza per Vezzano lo testimoniano anche le parole del Vice sindaco Paolo Francia: “Il Mulino è stato nella storia del nostro paese luogo di laboriosità e convivialità. – afferma Francia – Vorremmo riportarlo al centro della vita della nostra comunità, come punto di condivisione, dinamismo e vitalità economica e intellettuale. Sembrava un’impresa trovare le risorse e un progetto intrigante per realizzare un sogno rimasto a metà per decine di anni. Ci abbiamo messo idee e tenacia. Sarà un investimento sulla cultura, sull’identità della comunità vezzanese, sullo stare insieme e sulla bellezza. Abbiamo tutti bisogno di fare cose utili, ma anche belle”.   

IL PROGETTO

L’intervento, inserito nel Programma triennale dei Lavori pubblici 2021/2023, ha un costo stimato in 905mila euro, di cui 700mila verranno arriveranno dalla Regione, attraverso il bando, e 205mila saranno a carico del Comune, che furono accantonati 5 anni fa con il ricavato della vendita di azioni Iren, mai impegnati dalla passata Amministrazione.

Il Mulino Boni si trova nel cuore di Vezzano, in posizione baricentrica rispetto alle piazze principali, la Statale 63, la collina, il letto del Crostolo, l’area sportiva e la ciclopedonale Matildica percorsa dal Cammino del Volto Santo che collega Mantova a Lucca.

La volontà dell’amministrazione, largamente condivisa da parte di cittadini, gruppi, associazioni e cooperative del terzo settore, è recuperare l’edifico risalente ai primi del 1600 (il più antico edificio del territorio dopo la chiesa di San Martino) e riportarlo al centro della vita della comunità vezzanese, destinandolo a centro culturale, in cui ampliare la biblioteca, e trasformarlo in un luogo che possa svolgere molteplici funzioni.

Il progetto sarà sviluppato puntando su elementi “green”, con la realizzazione di un pozzo e l’uso di energie rinnovabili. Tutto l’investimento sarà improntato su criteri di sostenibilità (compatibilmente con i vincoli imposti dalla natura del bene) nella pavimentazione dei parcheggi e nella realizzazione di “pareti” acustiche tramite alberature.

Il recupero e restauro del complesso ex Mulino Boni sarà caratterizzato dall’impiego di materiali riconducibili alla tradizione locale per conservare il carattere peculiare del complesso. Gli elementi necessari al completamento funzionale e alla sicurezza saranno realizzati secondo un principio di minimo impatto ed essenzialità.

È previsto il recupero di tutte le strutture in legno antiche. Il piano terra del Mulino, la sala delle macine, ospiterà un percorso espositivo capace di parlare della storia dell’edificio e del territorio; la casa del mugnaio avrà spazi per la ristorazione, rivolti sia alla cittadinanza che ai pellegrini in cammino (in particolare una cucina ed una sala per ristoro e/o laboratori di enogastronomia).

Il primo piano diventerà una sala lettura polivalente a servizio della collettività per vari eventi, sfruttando anche la capienza offerta dal soppalco esistente, raggiungibile in futuro grazie ad una nuova scala in legno e ad un nuovo elevatore anche dai diversamente abili.

Il primo piano della casa del mugnaio, così come il secondo, ospiterà invece spazi a disposizione per attività sociali e di associazionismo.

Un nuovo spazio aperto belvedere al secondo piano permetterà di godere della vista verso il parco e il lungo Crostolo. Dal punto di vista distributivo, le scelte progettuali potenziano le caratteristiche del contesto, caratterizzato dal forte dislivello di circa 3 ml tra viabilità stradale ad ovest e parco a est, offrendo la possibilità di accedere al complesso ex Mulino Boni sia sul lato ovest direttamente al piano primo, sia sul lato est direttamente a piano terra. Tra i due corpi principali, quello del Mulino e quello della casa, sarà inserito un elevatore che permetterà l’accesso ai disabili a tutti i livelli.

L’amministrazione ha dato vita a un percorso partecipato in cui sono state dapprima coinvolte le componenti politiche e tecniche, per definire i punti cardine del progetto (risorse, tempistiche ed elementi imprescindibili) e le opportunità da presentare alla comunità. In un secondo momento, il 6 novembre 2021, è stato organizzato un incontro laboratoriale aperto (con il metodo Open Space Technology) al quale hanno preso parte 65 cittadini. In questa occasione sono stati presentati: l’intervento di riqualificazione, gli spazi a disposizione della collettività e gli elementi imprescindibili del progetto. In un secondo momento la comunità locale è stata invitata a proporre idee per organizzare le attività all’interno degli spazi riqualificati. Le proposte presentate tengono conto del fatto che gli spazi interni saranno co-gestiti e utilizzati da più di un soggetto e che quindi sarà necessario costituire un comitato organizzativo che coordini l’attività e l’uso degli spazi.

GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO

– Fare del nuovo Mulino Boni il centro culturale per la comunità vezzanese e creare così un luogo di socializzazione, convivialità, incontro, identificazione e collaborazione.

– Dotare il paese di una struttura e di un’area su misura per i giovani, grazie all’ampliamento della biblioteca, che sarà corredata di spazi di studio adeguati e attrezzature tecnologiche.

– Creare uno spazio che funga da stimolo per la vitalità e il protagonismo delle associazioni locali, attualmente penalizzate dalla carenza di strutture.

Recuperare la storia del paese restaurando le antiche macine e creando uno spazio di memoria ed esposizione che racconti l’importanza del mulino e la storia di Vezzano.

– Creare una location di pregio e rappresentanza in cui accogliere delegazioni in visita al comune e utilizzabile per convegni o assemblee.

– Realizzare uno spazio accogliente e inclusivo per anziani, disabili e per le associazioni, dando a queste ultime la possibilità di condividere le loro passioni anche tramite l’organizzazione di corsi.

– Garantire spazia adeguati ad attività di valenza sociale come il Centro Famiglie, l’Infogiovani, il progetto di volontariato “Al Volo”, lo sportello di ascolto psico educativo per genitori e giovani 14/18 anni, Valore Aggiunto, Sap e Cep.

– Offrire alle scuole la possibilità di utilizzare la cucina, laboratorio e le sale più ampie per incrementare l’offerta formativa. In questo modo potrebbe crearsi l’opportunità di lavorare su un orario scolastico prolungato, che possa allacciarsi alle attività sportive svolte nei vicini campo da calcio e palestra.

– Intrecciare cultura e sport vista la vicinanza tra il Mulino e l’area sportiva, con il coinvolgimento delle società sportive.

– Predisporre un’area esterna nella quale realizzare eventi e spettacoli: cinema all’aperto. Concerti, opere teatrali, celebrazione di matrimoni, mostre e laboratori artistici.

– Fare del Mulino un polo per la mobilità ecosostenibile, sviluppato tra la città e l’appennino, valorizzando l’ubicazione strategica della struttura.