REGGIO EMILIA – La Fondazione Italiana Linfomi (FIL), organizzazione nazionale che raccoglie 150 centri onco-ematologici italiani, lo scorso 8 aprile ha organizzato un evento per i suoi sostenitori, presso la suggestiva cornice della Collezione Maramotti di Reggio Emilia.   

Nata nel 2010 per sviluppare progetti di ricerca per la cura dei linfomi, FIL ha lanciato in questi mesi un nuovo progetto di raccolta fondi: FIL Club, una rete di imprese, associazioni, enti, privati a sostegno della Fondazione

Dott. Francesco Merli

I fondi raccolti attraverso FIL Club serviranno a finanziare ogni anno un nuovo progetto di ricerca indipendente, proposto dalle Commissioni di studio in cui è strutturata la FIL. I finanziatori si impegnano a versare somme dai 5 ai 50 mila euro l’anno, preferibilmente per tre anni consecutivi. Il progetto selezionato quest’anno potrà contare su un grant di  280.000 euro, esito del primo anno di adesioni a FIL Club.

L’iniziativa vanta ad oggi l’adesione di una decina di privati cittadini e di sedici importanti realtà, alcune con sede nel reggiano, tra cui aziende, associazioni, istituti bancari e fondazioni, che sono state ospitate alla Collezione per il primo FIL Club Dinner, in cui è stato proclamato il progetto di ricerca vincitore, preceduto dalla visita alle opere di arte contemporanea presenti.

Dott. Luigi Maramotti

Una sessantina di ospiti ha così potuto visitare le opere di arte contemporanea della Collezione Maramotti e, successivamente, conoscere più da vicino il lavoro della Fondazione, che con i suoi 1000 soci e attraverso il lavoro di 12 Commissioni scientifiche, conduce studi in autonomia o insieme a gruppi di ricerca stranieri.
Il padrone di casa, Dott Luigi Maramotti, ha portato i saluti della Collezione e sottolineato il legame tra l’arte e la ricerca, entrambe mosse dalla passione e da uno slancio visionario che incentiva a dare vita a cose mai immaginate prima.

Per la prima edizione sono state avanzate quattro candidature. I progetti sono stati votati da un pool di revisori internazionali che ha decretato la vittoria della Commissione Studi Biologici FIL con il progetto FOLL-EZ, sul linfoma follicolare, la seconda tipologia di linfoma più diffusa in Italia.       

La sopravvivenza alla malattia è ottima con le attuali terapie (82% a 10 anni) – ha spiegato il responsabile della Commissione, Dott. Simone Ferrero dell’Ematologia Universitaria di Torino – purtroppo, però, 1 paziente su 5 non risponde bene alla terapia di prima linea e il linfoma ritorna entro due anni. Il progetto testerà un’alterazione del dna, al fine di scegliere per ogni paziente la terapia iniziale più appropriata”.

Con il progetto FIL CLUB prende avvio una fase nuova della Fondazione Italiana Linfomi, contraddistinta da una sinergica collaborazione tra mondo scientifico e società civile – ha dichiarato il Presidente FIL Andrés J.M. Ferreri dell’Ospedale San Raffele di Milano. Noi che ci occupiamo di ricerca, sappiamo che il lavoro di squadra è fondamentale e siamo felici di avere al nostro fianco soggetti accreditati che credono in noi e nel nostro operato. Li ringrazio uno ad uno per il sostegno e auguro alla Commissione vincitrice di raggiungere risultati incoraggianti per il bene dei nostri pazienti”.

La serata è proseguita con le testimonianze di due soci FIL Club, Bob Kunze-Concewitz, CEO di Campari, che ha definito la FIL una piccola fondazione tra le grandi, ma grandissima tra le piccole, per il suo radicamento sul territorio e per la qualità dei suoi studi, e Francesca Francia, che, dopo la scomparsa del marito per un problema onco-ematologico ha deciso di creare, insieme alle figlie, l’associazione GIOVES, per sostenere la ricerca scientifica e in particolare l’attività della FIL.

La cena è stata servita da un gruppo di camerieri d’eccezione, data manager dell’Ematologia di Reggio Emilia, ex pazienti, familiari di ex pazienti, che il Dott. Francesco Merli, direttore dell’Ematologia del Santa Maria Nuova e presidente uscente FIL ha coinvolto personalmente e ringraziato nel corso della serata.

Di seguito l’elenco delle principali realtà coinvolte: A&M Production, Algio S.p.A., AON,  BPER  banca, Corradini Luigi S.p.A, Dumas, Emilgroup, Fondazione Grade, Fondazione Giulia Maramotti, Associazione Gioves Onlus, Banco Intermonte Partners, Italpack, Marazzi Group, Padana Tubi, Smeg, Studio Di Lorenzo – Moratti – Gesaldi.