Luisa Corbelli Fabbi

Ci ha lasciati in questi giorni la professoressa Luisa Corbelli Fabbi per tanti anni stimata insegnante di italiano e latino presso il Liceo Spallanzani di Reggio Emilia. I suoi studenti della quinta B dell’anno scolastico 1968-69 la ricordano così.

“La notizia della scomparsa della prof. Fabbi si è rapidamente diffusa sulla nostra chat; dopo più di 50 anni dal nostro esame di maturità siamo ancora in contatto tramite chat e quando possibile anche con incontri conviviali. Questo triste evento ci ha riportato alla memoria quegli anni felici dei nostri 18 anni in un’epoca così diversa dalla attuale. Ci siamo ricordati delle sue lezioni di italiano e di latino, delle sue interrogazioni, realmente difficili da affrontare, del suo metro di valutazione, severo ma sempre giusto, ma soprattutto di quanto ci ha insegnato in termini di rispetto e di disciplina. In classe vi era sempre silenzio quando lei era presente; la Prof non doveva mai alzare la voce, non era necessario. Sapeva che noi le dovevamo il rispetto legato al suo ruolo ma anche lei parimenti ci rispettava. È curioso pensare che abbiamo sostenuto l’esame di maturità proprio negli anni, 1968-1969, in cui il mondo attraversava una profonda rivoluzione culturale che avrebbe, purtroppo, portato, anche nel mondo della scuola, ad un profondo cambiamento.
La prof Fabbi è stata una insegnante severa, come dicevamo; tutti ci ricordiamo le sue interrogazioni e quando si strappava la sufficienza era un grande successo. Ci ha però temprati e ci ha preparato ad affrontare la vita professionale con scrupolo, passione, rispetto per gli altri e soprattutto con grande impegno. E questo ha portato a noi la possibilità di raggiungere grandi successi professionali dei quali la Prof andava molto orgogliosa. Chi di noi ha avuto la fortuna di incontrarla, anche negli anni più recenti, ricorda di quanto fosse contenta dei suoi “ragazzi” e di come si commuovesse per i risultati che abbiamo ottenuto nella vita grazie anche ai suoi insegnamenti.
Siamo certi che lassù ci guarda ancora e ripensa a quegli anni passati sui banchi dello “Spalla”, lei con il suo immancabile grembiule scuro e noi seduti ordinati e come sempre silenziosi. Grazie, grazie professoressa, la ricorderemo sempre e ci mancherà tantissimo.”

La V B del 1968-1969