il Crocifisso prima del restauro

di Giuseppe Adriano Rossi

Un vero scrigno d’arte è l’antica chiesa cittadina di San Giovanni Evangelista, da tutti conosciuta come “San Giovannino”.

L’artistico edificio, come lo definì lo studioso mons. Giovanni Saccani in un fondamentale saggio pubblicato nel 1926, è sede della Venerabile Confraternita dell’Immacolata Concezione e San Francesco d’Assisi.

L’esistenza di una chiesa intitolata all’Apostolo Giovanni in città è documentata sin dalla fine del sec. XII; all’inizio del sec. XVI data la ricostruzione che si concluse nella seconda metà dello stesso secolo.

Una nuova, sorprendente scoperta è stata effettuata a seguito dell’intervento di restauro del Crocefisso ligneo policromo custodito dalla fine del secolo XIX nella chiesa, diproprietà della Confraternita. L’opera fu donato nel 1896 proprio dal priore Lodovico Cherubini (1845-1917); delle sue precedenti vicissitudini, non vi è particolare traccia.

Il Crocifisso durante il restauro

 Prima del restauro era datato alla metà del XVII secolo, dipinto di color bronzo, con corpo massiccio e ben modellato, montato su una croce lignea gemmata settecentesca. L’effetto cromatico era ascrivibile ad un intervento della fine dell’Ottocento, quando molti Cristi furono ridipinti ad imitazione del bronzo, metallo assai nobile.

In sede di restauro – diretto dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna ed eseguito con perizia dalla restauratrice Roberta Notari di Reggio – sono stati effettuati tasselli di pulitura che hanno fatto emergere, sotto uno spesso intonaco da muro (in alcuni casi di quattro centimetri), un ulteriore Cristo ligneo di epoca antecenete.

Compiute le dovute valutazioni, si è deciso di rimuovere l’intonaco esterno che rivestiva il Cristo primigenio. La fase è stata lunga e delicata; infatti, vi erano molte porzioni lignee mancanti, scalpellature apportate sul legno antecedenti alla gessatura; inoltre una parte consistente della policromia era andata perduta e numerosi risultavano i fori di tarli.

Il restauro è stato di tipo conservativo ed ha riportato alla luce un pregevolissimo Cristo del Quattrocento di notevole bellezza, dalle caratteristiche tipiche dell’epoca, quali il corpo esile ed un viso dalla grande potenza espressiva.

Il restauro del Crocifisso sarà presentato ufficialmente da Roberta Notari mercoledì 25 maggio 2022 alle ore 20,30 nella chiesa di San Giovannino, che affaccia sull’omonima piazza del centro storico cittadino.

In tale occasione sarà inoltre possibile visitare l’interno dell’edificio sacro, impreziosito nell’abside da due grandi teleri di Alessandro Tiarini; inoltre, nella cappella di sinistra è conservato il famoso gruppo statuario quattrocentesco in terracotta rappresentante il Compianto del Cristo Morto, opera attribuita a Guido Mazzoni. Si potranno ammirare i pregevoli affreschi secenteschi della volta eseguti da Tommaso Sandrini e Lorenzo Franchi, del catino abisdale da Paolo Guidotti detto il Cavalier Borghese e della cupola da Sisto Badalocchio.

I dipinti saranno a breve interessati da un’importante opera di restauro, che li restituirà all’originario splendore. Sarà all’uopo costituito un apposito comitato promotore, volto al reperimento dei consistenti fondi necessari per finanziare i lavori.