REGGIO EMILIA – 10mila lanci. Tanti sarebbero stati, almeno fino ad aprile, i lanci effettuati dal 53enne Fabrizio del Giudice, torinese, una delle due vittime della tragedia odierna nei cieli reggiani. Del Giudice, istruttuore di paracadutismo, aveva una significativa esperienza in lanci anche di gruppo, oggi con Grossi e altri avrebbe dovuto battere il record dei partecipanti ad un’eccezionale coreografia in volo. Ma Il buio è subentrato nella sua esistenza come in quella del 35enne Gabriele Grossi di Viareggio, il secondo paracadutista morto.

A 100 metri dal volo i due si sono avvicinati troppo e le vele si sono attorcigliate, poi giù in picchiata e lo schianto al suolo. “Alle 10.15 circa, in occasione di un tentativo di record organizzato dall’Aeroclub di Pisa, con 32 paracadutisti e due videoman, nella fase finale di atterraggio, a circa 50 metri dal suolo, due espertissimi paracadutisti con migliaia di lanci all’attivo ed entrambi istruttori venivano in collisione. Questo quanto riportano gli organizzatori in una nota ufficiale e poi in chiusura si legge: La quota estremamente bassa e la violenza dell’impatto precludevano ogni tentativo di risolvere l’avvitamento delle due vele e i due sono precipitati al suolo”.