
Le piscine e i parchi acquatici reggiani superano l’esame dei NAS, che tra la fine del mese scorso e i giorni precedenti hanno effettuato controlli a tappeto sulla penisola per salvaguardare la salute dei cittadini.
A livello nazionale in 88 strutture sono state rilevate irregolarità, a fronte di 288 controlli; una decina di impianti sono stati chiusi, alcuni abusivi e altri per via della contaminazione batterica, pericolosa per la salute umana.
L’unico impianto reggiano a finire nei guai è stata una piscina nella parte meridionale della provincia a fine luglio, per irregolarità sull’aggiornamento dei registri di controllo delle acque e sull’uso improprio dei locali d’infermeria, usati come alloggi. Ma non si tratta di irregolarità abbastanza grandi da portare sanzioni né tantomeno da portare alla chiusura, come invece è accaduto alla piscina di un albergo nel modenese.
A livello nazionale, come detto in precedenza, sono state trovate 88 strutture con irregolarità, con 108 sanzioni comminate, per oltre 40mila euro di multe. Nei guai sono finiti anche alcuni punti ristoro delle strutture, dove sono stati sequestrati oltre 250 chili di alimenti scaduti e privi di etichetta, e alcune cucine, spesso in spazi troppo ristretti e prive dei requisiti minimi.




