
Shabbar Abbas, il padre della giovane Saman, arrestato ieri in Pakistan, per l’omicidio della figlia, sarebbe scattato per i reati di cui è accusato in Italia, a seguito del mandato di cattura internazionale emesso dall’Interpol (la cosiddetta “red notice”) e recepito proprio di recente dal Governo pakistano: sequestro di persona, omicidio e soppressione di cadavere. Al 45enne sarebbe poi stato contestato, parallelamente, dalle autorità locali anche il reato di frode ad un connazionale, riporta l’Agenzia Dire. Abbas, che per la Procura di Reggio Emilia è il mandante dell’omicidio della figlia per il rifiuto di quest’ultima a delle nozze combinate, sarebbe ora in viaggio verso Islamabad, la capitale del Pakistan, dove oggi dovrebbe comparire davanti a un giudice. Tra Pakistan e Italia non esistono accordi relativi all’estradizione, ma sarebbero già partite delle trattative diplomatiche. Dei cinque parenti di Saman accusati di averla uccisa e che il 10 febbraio compariranno in tribunale a Reggio Emilia resta libera e latitante solo la madre 49enne della ragazza, Nazia Shaheen.
Shabbar è stato raggiunto dal mandato di arresto martedì nel tardo pomeriggio, nella zona del Punjab, in riscontro alla richiesta di arresto provvisorio ai fini estradizionali. Era solo e non ha opposto resistenza. La polizia federale si è avvalsa della polizia del Punjab per l’operazione.


