REGGIO EMILIA – Le parole del candidato sindaco di Cutro Antonio Ceraso, pronunciate durante un evento di campagna elettorale nei giorni scorsi qui a Reggio Emilia, richiamano ad un’ambiguità che per noi non può esistere. Sappiamo bene da che parte stare: dalla parte della legalità, della giustizia e del lavoro compiuto dal prefetto Rolli.

Anche qui il recente passato ci ha anche dolorosamente insegnato come più che le frasi ad effetto, perpetuando la retorica delle “mele marce”, siano utili strumenti concreti proprio come le interdittive ed i protocolli antimafia a mettere in difficoltà l’operato della criminalità organizzata ed aiutare, invece, il lavoro di magistratura, istituzioni e inquirenti.

Interdittive, è bene precisare, che la legge stessa già prevede possano essere appellate , tutelandosi e dimostrando il proprio eventuale buon operato. Per questo non è necessario né opportuno ergersi a difensore del popolo o evocare “processi in piazza” .

Il lavoro della Provincia di Reggio Emilia nel contrasto alla criminalità organizzata è in costante evoluzione e perfezionamento. Al primo protocollo contro il lavoro nero e l’evasione contributiva nei lavori pubblici sottoscritto con i Comuni nel 2004, nel tempo si sono aggiunti – con il fondamentale sostegno della Prefettura – quelli sulla regolarità nei cantieri, sugli appalti pubblici, sull’edilizia privata e l’urbanistica, fino all’Ufficio associato per la legalità e, appunto, al nuovo progetto del ‘badge di cantiere cui proprio l’altro giorno è stato annunciato il concreto avvio.

A questo insieme di strumenti operativi, si aggiunge l’opera di conoscenza, consapevolezza, sensibilità e attenzione  in tema di legalità – che pure ha prodotto nel tempo risultati importanti – che vede costantemente impegnati istituzioni, cittadini, scuole, sindacati, ordini professionali, associazioni e terzo settore. Tra le iniziative ricordiamo il festival Noicontrolemafie, con la direzione scientifica di Antonio Nicaso e la partecipazione, ormai consueta, del procuratore capo presso il Tribunale di Catanzaro Nicola Gratteri.

Auguriamo sinceramente al candidato sindaco Antonio Ceraso, in caso di elezione, di essere in grado di dimostrare con fatti concreti di saper guidare la propria comunità all’affrancamento definitivo da un recente passato che ha purtroppo portato a due anni di commissariamento per infiltrazioni legate alla criminalità organizzata e ha danneggiato tutti gli onesti cittadini che abitano quelle terre.

Fermo restando che non si debba mai generalizzare imputando fenomeni degeneri alla totalità di una comunità, vogliamo fare nostre le parole pronunciate pochi giorni fa dal commissario prefettizio al Comune di Cutro, Girolamo Bonfissuto, nella sua lettera di commiato alla cittadinanza: “Il bene che giustamente si auspica per questo futuro (..) non potrà essere certo dono del caso(..). Mi sento perciò di invitare tutti i cittadini di Cutro ad affidarsi ad amministratori prima di tutto onesti ma anche capaci e preparati,(..) e soprattutto vorranno scegliere i cittadini di Cutro quanti diano sicuro affidamento di avere le mani libere, nelle scelte amministrative che andranno ad operare, da quelle consorterie criminali che troppo spesso in passato hanno preteso, riuscendovi, di piegare l’attività degli apparati comunali ai loro esclusivi interessi”.