E’ prevista nel marzo 2023 l’approvazione definitiva, da parte del Consiglio comunale, del nuovo Piano urbanistico generale (Pug) di Reggio Emilia, adottato lo scorso maggio dallo stesso Consiglio.

Si è infatti completata l’attività istruttoria di competenza degli Enti territoriali, riuniti nel Comitato urbanistico di Area vasta, che il 29 novembre ha terminato le sedute di confronto ed entro fine gennaio 2023 approverà formalmente il testo del verbale di chiusura dei propri lavori. Dopodiché gli atti saranno presentati al Consiglio comunale per la definitiva approvazione del Piano. Lo ha reso noto ieri sera il vicesindaco Alex Pratissoli, nel corso della Commissione consiliare preliminare al dibattito in Sala del Tricolore.

VISIONE E STRATEGIA DEL PIANO – La visione alla base delle scelte del Piano è quella di migliorare la qualità e la sostenibilità della vita delle persone e delle imprese, attraverso una serie di missioni che definiscono gli obiettivi prioritari del Piano stesso:

  • prima missione: ridurre del 55% le emissioni di CO2 entro il 2030 e raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 tenendo insieme l’alta capacità produttiva del nostro territorio, un contesto climatico sfavorevole comune a tutta la pianura padana, ed una sfida tanto ambiziosa, quanto urgente, come quella della transizione ecologica ed energetica;
  • seconda missione: potenziare e qualificare i beni comuni che concorrono ad innalzare il livello di qualità della vita e della coesione sociale: la salute pubblica, gli spazi comuni, le reti, la casa, ma anche i tanti servizi territoriali, come quelli culturali, dei trasporti, dello sport, della gestione dei rifiuti;
  • terza missione: aumentare l’attrattività della città come elemento chiave per favorire la promozione di investimenti sul territorio ad alto valore aggiunto, occupabilità e innovazione.

LE PROPOSTE DEL COMITATO URBANISTICO – Il lavoro del Comitato ha confermato le linee di indirizzo del Piano a partire dalla neutralità climatica e la riduzione del consumo di suolo, con la cancellazione di 3.800 alloggi, pari ad oltre 5,5 milioni di metri quadrati di aree urbanizzabili, che torneranno agricole.

Soprattutto si conferma l’ampio investimento sulla rigenerazione urbana sia attraverso la riqualificazione diffusa del patrimonio edilizio esistente, che già oggi rappresenta oltre il 97% degli interventi edilizi, sia mediante progetti complessi di rigenerazione in grado di contribuire al miglioramento della qualità urbana dei quartieri: il Parco Innovazione alle ex Officine Reggiane; il quartiere Stazione con la nuova sede dalla Polizia locale e il progetto Pinqua; i tanti investimenti pubblici e privati che stanno cambiando il volto dei quartieri industriali storici della città da Mancasale al Villaggio Crostolo; il completamento del recupero della Polveriera e gli interventi su altri ambiti di rigenerazione della città.

Nello specifico, il Comitato urbanistico ha condiviso la necessità di elaborare un documento, allegato al Pug, che ne faciliti la lettura e l’utilizzo anche per i non addetti ai lavori. Inoltre il gruppo di lavoro si è concentrato sulla Via Emilia, vincolando i varchi paesaggistici esistenti, al fine di preservare il suolo non edificato, favorendo al contempo la demolizione e ricostruzione di edifici prospicienti la viabilità principale con la possibilità di un arretramento nel rispetto della distanza di sicurezza stradale.

Il Comune, nella logica della drastica riduzione del consumo di suolo, ha proposto una ulteriore cancellazione di circa 10mila metri quadrati di aree edificabili corrispondenti a circa 100 alloggi derivanti da vecchie previsioni di delocalizzazioni, che torneranno pertanto a verde pubblico o agricolo.

Un confronto nel merito tecnico ha riguardato la disciplina in territorio agricolo che viene confermata nella sua essenza, ponendo al centro di tutte le scelte del Piano l’Imprenditore agricolo professionale come produttore di eccellenze e custode del paesaggio. L’ulteriore sfida, declinata su scala locale, è quella promossa dalla Comunità europea attraverso le politiche del Farm to Fork, che mira a rendere i sistemi alimentari, a cui è attribuito un terzo delle emissioni globali di gas serra, più equi e rispettosi dell’ambiente. L’obiettivo è fare della sostenibilità un fattore competitivo per l’agricoltura, aumentando la quota di superficie agricola biologica e riducendo, al contempo, i prodotti chimici fitosanitari e fertilizzanti.

Il Piano definisce, infine, una ulteriore significativa accelerazione verso la transizione energetica. Oltre ad una serie di semplificazioni, tollerazione, incentivi volumetrici ed economici, come la riduzione del 50% del contributo di costruzione, al fine di promuovere gli interventi di riqualificazione con l’obiettivo di ridurre i fabbisogni energetici, si prevede un investimento straordinario nella produzione di energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare le aree industriali in vere e proprie centrali di produzione di energia da fonti rinnovabili: oltre ad un aumento del 20% della quota di energia elettrica prodotta da fotovoltaico rispetto a quanto previsto dalla Regione Emilia-Romagna, il Piano prevede, infatti, l’obbligo della copertura dei parcheggi privati con pensiline fotovoltaiche. Nel caso, ad esempio, di un nuovo capannone di 2.500 metri quadrati a fronte di un obbligo da parte della Regione dell’installazione di circa 50 kW di fotovoltaico, il Piano porta questo valore ad oltre il doppio, pari a circa 110 kW.