Iolanda Rolli, prefetto di Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – Con Decreto del 13 gennaio, l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla criminalità organizzata ha destinato al patrimonio indisponibile del Comune di Montecchio Emilia due appartamenti ed un’autorimessa per essere adibiti alla progettazione e alla realizzazione di servizi, anche a carattere sperimentale, volti all’inclusione ed al sostegno delle persone fragili e all’attivazione di interventi ed azioni nell’area socio assistenziale ed educativa.
Tale provvedimento segue la specifica manifestazione di interesse assunta dall’Ente con delibera della Giunta Comunale del 14 novembre scorso.
Gli immobili destinati al Comune fanno parte di una palazzina interamente confiscata ad una delle famiglie legate alle ‘ndrine calabresi sita nel Comune di Montecchio.
Per l’assegnazione, la Prefettura di Reggio Emilia ha coordinato una riunione propedeutica, nel corso della quale è stato valutato, con gli Enti interessati, l’interesse alla destinazione.
Alla successiva Conferenza di Servizi convocata dall’ANBSC, dedicata alla presentazione dei beni confiscati in via definitiva alla criminalità organizzata prontamente destinabili, presenti nella provincia di Reggio Emilia, è stato valutato favorevolmente l’interesse del Comune di Montecchio all’acquisizione al patrimonio indisponibile dei beni.
Ad entrambi i Tavoli hanno partecipato, oltre al Comune, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e dell’ Agenzia del Demanio e della Regione, competenti sul territorio provinciale di Reggio Emilia, proponendo eventuali proposte per l’assegnazione.
Il progetto presentato dal Comune di Montecchio è stato valutato favorevolmente ed è risultato meritevole della destinazione dei beni che l’ANBSC ha, ora, definito.
Nei prossimi giorni il Comune completerà la fase di acquisizione dei beni con la trascrizione del Decreto di destinazione in conservatoria.
Appena terminate le operazioni di sgombero (potrebbero essere necessari alcuni mesi per completare l’operazione) gli immobili entreranno finalmente nella piena disponibilità del Comune.
Il Prefetto ha apprezzato l’iniziativa, definendola “una bella pagina di legalità che dimostra la capacità di risposta della società civile nei confronti della criminalità organizzata. E’ un esempio di come lo Stato, attraverso il coordinamento e la sinergica azione delle istituzioni, restituisce alla collettività un bene confiscato “.
La provincia di Reggio Emilia negli ultimi anni a partire dal processo Aemilia, ha visto crescere in modo esponenziale il numero dei beni confiscati; ad oggi non tutti possono essere destinati ai Comuni, Forze dell’Ordine o Terzo Settore in quanto gravati da debiti accertati prima del sequestro che debbono essere pagati.