REGGIO EMILIA – Un insegnante, una casalinga, un dipendente pubblico e un dipendente di un’azienda agricola. Hanno un nome e un volto gli imbrattatori no vax delle sedi dei sindacati reggiani ma anche di scuole, uffici pubblici, strade. La digos ha chiuso l’indagine relativa agli inquietanti atti vandalici dei mesi scorsi ai danni di diverse sedi della Cgil sparse sul territorio, della sede Cisl di Via Turri, dell’Agenzia delle Entrate e degli uffici dell’Ispettorato del Lavoro, di una scuola  e degli ordini degli infermieri e dei medici.

Cinque gli indagati in tutto che dovranno rispondere di danneggiamento aggravato. In alcuni casi hanno affisso anche manifesti che ritraevano il presidente della regione Stefano Bonaccini con una svastica disegnata sulla fronte o l’ex presidente del consiglio Mario Draghi vestito da SS. Oggetto della loro protesta la contestazione al sistema dei vaccini anticovid. 

I primi 4 sono reggiani e vivono a Reggio, il quinto invece, dipendente di un’azienda privata, è di Como. Per la polizia si è trattato di un’indagine comunque complessa iniziata ad ottobre quando tre dei 5 sono stati sorpresi   in viale Timavo e nel parcheggio Zucchi a Reggio Emilia  mentre scrivevano con una bomboletta spray di colore rosso, sulle vetrate delle pensiline del trasporto pubblico urbano SETA. Da qui le ulteriori perquisizioni e il ritrovamento di oggetti riconducibili agli imbrattamenti.

“L’obiettivo conseguito nella giornata odierna, grazie alla preziosa sinergia operativa tra gli uomini e le donne della D.I.G.O.S. della Questura di Reggio Emilia e del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Bologna – Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Reggio Emilia , sotto il  costante coordinamento della locale Procura diretta  magistralmente  dal Procuratore  Paci, ha permesso di conseguire  un  importante successo investigativo volto ad assicurare, ancora una volta, il senso di sicurezza percepita tra i cittadini – le parole del Questore Giuseppe FerrariIl mio plauso, ovviamente, va precipuamente  al personale della D.I.G.O.S. della Questura di Reggio Emilia che  ha  saputo individuare, attraverso un’attenta e scrupolosa attività di indagine, i presunti responsabili degli imbrattamenti che, nei mesi scorsi, hanno danneggiato, con i  segni inconfondibili, dei sostenitori del movimento “no Vax ” anche  sedi istituzionali, alimentando la preoccupazione tra la cittadinanza. L’acume  investigativo non disgiunto da tenacia, sacrificio ed applicazione costante,  hanno consentito di attribuire agli indagati, sconosciuti alle Forze di Polizia e quindi difficilmente identificabili, la responsabilità di ben 12 atti vandalici perpetrati ai danni di beni immobili e strutture istituzionali  patrimonio della collettività. Il bagaglio di informazioni acquisite dalla Polizia di Stato ha consentito e consentirà alla Polizia di Stato reggiana, lo affermo con  fierezza,  di poter fronteggiare, sempre tutte le  situazioni anche le più delicate” .