CORREGGIO – Aveva chiesto e ottenuto di patteggiare la pena il 44enne di Correggio Massimo Carnevali, uno degli imputati di un procedimento scaturito da una complessa vicenda avvenuta tra Verona e Mantova concernente il sequestro di persona avvenuto il 26 agosto 2021 a Valeggio sul Mincio (VR), in concorso con una donna 31enne di origine albanese, oltre a un 34enne e un 32enne residenti nel Bresciano.

Quel giorno un 47enne, al volante della sua auto, era stato avvicinato, sulla provinciale tra Castelnuovo del Garda a Valeggio, da due macchine una Bmw e un Audi, con targhe rubate. Indossando passamontagna, usando lampeggianti e palette come quelli della polizia, avevano indotto il 47enne a fermarsi. Aperta la portiera, la donna gli avrebbe sparato alle gambe poi l’hanno segregato in un casolare ad Acquanegra sul Chiese (MN) per diverse ore, e infine lasciato quasi nudo e legato con fascette in aperta campagna a Ceresara (MN).

La donna albanese avrebbe ideato e organizzato l’azione, mentre Carnevali – insieme agli altri – avrebbe collaborato alle attività preparatorie del raid: pedinamenti tramite un Gps installato sull’auto del 47enne e appostamenti. Il correggese aveva preso posto sulla Bmw, su cui fu caricato a forza il 47enne poi sottoposto un pestaggio durato ore, per farsi dare informazioni su un presunto avvelenamento che la donna albanese sosteneva di aver subìto da parte del 47enne. Il correggese ha quindi patteggiato la pena per i reati di concorso in tortura (per le condotte protratte per ore sul 47enne, che subì un trattamento inumano e degradante), lesioni personali (la vittima ha avuto una prima prognosi di 40 giorni), ricettazione per le targhe rubate, porto d’arma in luogo pubblico, detenzione illecita di dispositivi simili a quelli delle forze dell’ordine e della rapina al 47enne di un assegno da 1.500 euro e del cellulare.

La condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione, 1000 euro di multa e la pena accessoria di 5 anni di interdizione dai pubblici uffici è divenuta esecutiva l’8 dicembre scorso motivo per cui l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura scaligera ha emesso l’ordine di carcerazione che è stato trasmesso ai carabinieri di Correggio per l’esecuzione. I militari di Correggio questa mattina ricevuto il provvedimento vi davano esecuzione rintracciando il 44enne correggese che veniva quindi portato in carcere. Detratto i pre-sofferto in regime di custodia cautelare pari a 10 mesi e13 giorni l’uomo deve ancora scontare 3 anni.,7 mesi e 17 giorni di carcere.