Immagine di repertorio processo Aemilia

Il procuratore generale reggente di Bologna, Lucia Musti, attraverso la Direzione investigativa antimafia, ha richiesto la confisca di beni del valore di oltre 8 milioni di euro appartenenti ad Antonio Musto, indagato nel processo Aemilia. Muto che si trova tuttora in carcere, condannato in via definitiva a quasi 11 anni, è stato considerato un esponente di spicco dell’associazione mafiosa, operante nei territori di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, legata a Nicolino Grande Aracri. I controlli hanno permesso di individuare e di dimostrare che il valore dei beni in suo possesso erano assai superiori rispetto ai redditi dichiarati. Sequestrata (oltre a terreni e capannoni ecc..) una villa di lusso a Reggio Emilia.