REGGIO EMILIA – Al via il processo per la morte della diciottenne pakistana Saman Abbas che vede alla sbarra un’intera famiglia, il padre, la madre, due cugini ed uno zio. Oggi il tribunale di Reggio Emilia sembrava avere fatto un salto nel passato ai tempi del processo Aemilia nel 2015, quando le testate di tutta Italia erano concentrate su Reggio ma per tutta altra vicenda. Oggi come allora per contenere la mole di giornalisti e cameramen, anche di testate nazionali, oltre a quelli locali sono state allestite 2 aule, oltre quella del processo, con appositi monitor per seguire la prima udienza quella delle costituzioni di parti civili. Subito un rinvio per il padre Shabbar Abbas che non è stato ancora estradato, mentre in aula sono comparsi gli unici tre imputati già in carcere, i due cugini lo zio Danish Hasnain. La madre lo ricordiamo è ancora latitante.

Il Giudice Cristina Beretti, Presidente Tribunale di Reggio Emilia, in merito alla posizione del padre Shabbar Abbas:

Oltre dieci le nuove richieste di costituzione di parte civile quelle avanzate questa mattina. Gli avvocati difensoni hanno subito avanzato la richiesta di una rinvio, accordato per il pomeriggio, per poter visionare le richieste. L’avvocato Cataliotti che difende lo zio Danish, l’uomo che ha portato gli investigatori a trovare il cadavere della nipote, ha sottolineato che il suo assistito non sarà d’ostacolo al processo lasciando dunque intuire una piena collaborazione.

Le dichiarazioni dell’Avvocato Cataliotti

A fine giornata, dopo che sono state ascoltate le eccezioni dei difensori sulle costituzioni e le repliche degli avvocati delle parti civili, la Corte di Assise di Reggio Emilia si è riservata la decisione su chi ammettere e chi escludere, rinviando tutto alla prossima udienza, il 17 febbraio. Si è conclusa così la prima giornata del dibattimento per l’omicidio di Saman Abbas, a carico di cinque familiari imputati.