REGGIO EMILIA – Su oltre 1500 attività commerciali in centro storico, sono circa 400 quelle abbandonate o sfitte. Questa mattina in Comune è stato presentato uno studio sulla situazione in centro storico realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano con l’obiettivo di sviluppare strategie e progetti di sviluppo.

Il nuovo Percorso di valorizzazione urbana, socio-economica e di marketing del centro storico di Reggio Emilia, è stato lanciato dal Comune con un piano di lavoro basato su quattro passaggi principali: un’indagine conoscitiva e interpretativa scientifica della realtà, la condivisione con i portatori d’interesse e la raccolta di loro proposte, la definizione di obiettivi e risposte amministrative, la restituzione alla città in un’iniziativa sul modello degli Stati Generali.

La finalità complessiva è rendere più spiccata e qualificata l’offerta commerciale e artigianale del centro storico, affinché continui ad essere e sia ancor più luogo della vita e delle relazioni, economiche e non solo, della città. Dove c’è commercio, ci sono relazioni e c’è vita. Questo è e dovrà continuare a essere, negli indirizzi di governo dell’Amministrazione comunale, il centro storico di Reggio Emilia: un soggetto, un luogo con una ‘personalità’, come e anche più di altri centri storici italiani.

La lente d’ingrandimento per le analisi e le occasioni per trarre conclusioni operative la offre la stessa Amministrazione comunale, che si avvale – in un percorso di studio e dibattito partecipato avviato quest’inverno e che si concluderà il prossimo autunno – della consulenza tecnico-scientifica e metodologica del Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano (Polimi), Laboratorio Urb&Com – Urbanistica e Commercio, che nei mesi scorsi ha realizzato uno studio scientifico sul centro storico della città finalizzato al rilancio delle Attività economiche urbane.

“In presenza di due fenomeni globali – quali le conseguenze della pandemia e la rilevante affermazione dell’e-commerce, che hanno determinato cambiamenti significativi negli stili di vita collettivi segnando la fine di un’epoca e la progressiva nascita di una nuova epoca – abbiamo voluto compiere, con l’intervento scientifico dl Politecnico di Milano, un’analisi approfondita, quale studio preliminare per mettere a sistema una strategia di medio e lungo termine. La fase storica che attraversiamo lo richiede e a questo serve dare una risposta collettiva, di tutta la città, con un cambiamento di paradigma e mentalità, che richiede la focalizzazione dei punti di forza e di debolezza e la costruzione di un Patto pubblico-privato condiviso fra l’Amministrazione e tutti gli attori in campo”, ha spiegato il sindaco Luca Vecchi, presentando il Percorso ai media.

“Tutto questo – ha aggiunto il sindaco – non sarà possibile, se non avremo un approccio diverso dalla consueta narrazione sul centro storico, non settoriale ma inclusivo di tutte le variabili in gioco: non ‘solo’ il commercio, non ‘solo’ le attività produttive, ma ad esempio anche i residenti, i lavoratori, i visitatori del centro. Una visione inclusiva, a cui dovrà conseguire una governace sulla stessa linea. Il Laboratorio di cittadinanza avviato per Via Roma, che vede una partecipazione rilevante e diversificata di portatori d’interesse, è un esempio di come l’Amministrazione si stia già muovendo in questa direzione”.

“Abbiamo bisogno di uno sguardo nuovo, di una metodologia nuova e di una nuova cassetta degli attrezzi. E in questo l’occhio esterno, cioè il contributo di un soggetto terzo e qualificato come il Politecnico di Milano è molto importante – ha detto l’assessora a Valorizzazione del centro storico, Commercio e Attività produttive Mariafracesca Sidoli – Sul centro storico dobbiamo ampliare la governance e uscire dagli approcci abituali. Nel lavoro di questi mesi, anche con la collaborazione della Fondazione E35, abbiamo potuto fra l’altro comparare la realtà di Reggio Emilia con quelle di altre città europee di dimensioni analoghe ed è emerso che le criticità sono sostanzialmente le stesse in tema di centri storici, ma anche di crisi dei centri commerciali, segnati dall’e-commerce.

“Si pongono quindi nuove tematiche e sfide, che rendono superata la legge regionale risalente ormai a 26 anni fa, che definisce i centri storici come ‘centri commerciali naturali’: una visione decisamente inattuale, che il nostro Percorso vuole contribuire ad aggiornare, anche a beneficio di una riforma normativa – ha aggiunto l’assessora Sidoli – In questa nostra iniziativa non potevamo prescindere da una riflessione sul metodo, che implica l’allargamento dei soggetti coinvolti oltre i Tavoli sin qui utilizzati, implica cioè una nuova dimensione che include il commercio e le attività produttive ma non li valuta quali ambiti a se stanti. Un approccio pluridisciplinare per trattare un luogo complesso e dinamico come il centro storico, che tiene conto degli strumenti di pianificazione, fra questi il nuovo Pug, e non poteva prescindere dall’analisi puntuale dello stato di fatto e dai suggerimenti strategici che gli attori sociali e lo stesso Polimi potranno offrire”.