
SCANDIANO – E’ avvenuta questa mattina l’inaugurazione del Pronto Soccorso cittadino e dell’Ospedale di Comunità (OSCO) del Magati di Scandiano. Al taglio del nastro erano presenti importanti cariche istituzionali, pronte a festeggiare le nuove aperture. Il diffuso entusiasmo è stato accompagnato da numerosi interventi, tutti riportanti il medesimo messaggio: “quello di oggi non è traguardo, ma è solo l’inizio di un percorso di rinnovamento che dovrà interessare l’intero Sistema Sanitario Nazionale.”

“E’ una grande emozione essere qui assieme a tutte le figure istituzionali.” afferma il sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti, “Tre anni fa, per cause di forza maggiore, abbiamo dovuto chiudere il Pronto Soccorso scandianese. Oggi siamo qui per riaprire ufficialmente il punto di Primo soccorso, che serve un bacino di oltre 85 mila persone. Il Pronto Soccorso ha subito un importante restauro, grazie agli investimenti regionali pari 1,3 milioni di euro. Ci aspettiamo che il personale possa lavorare agevolmente attraverso i nuovi spazi a disposizione. La speranza è che la Regione possa mantenere i proprio impegni assieme all’Ausl. Un applauso a tutti i sanitari che lavoreranno in questa nuova struttura.”
“E’ necessario fare un confronto del sistema sanitario su base provinciale, regionale e nazionale.” A dire queste parole è stato il Presidente della Provincia di Reggio Emilia Giorgio Zanni, sostenendo che sia importante “ricordare il percorso pandemico, dalle sue origini ad oggi. Con l’arrivo delle risorse Regionali, sono partiti i lavori di restauro necessari; lavori che sono andati in porto e ci restituiscono un Pronto Soccorso riqualificato. La mancanza di medici, infermieri e altro personale sanitario, sono sintomo di un Sistema Sanitario Nazionale in crisi; anche Scandiano non è esente da queste problematiche. La politica è stata chiamata a fare scelte, riaprendo il Ps del Magati, anche con scarsi numeri di sanitari pubblici. A causa di bandi non esattamente riusciti, siamo stati costretti a chiamare sanitari “esterni” il sistema sanitario pubblico. Sono state compiute scelte difficili, ma abbiamo mantenuto la promessa. Stiamo affrontando una domanda sanitaria maggiore, con meno risorse economiche: occorre, quindi, ricordare il contesto in cui ci troviamo. La sanità pubblica e universalistica non è la battaglia di qualcuno, è la battaglia di tutte le parti politiche.”
“Ciò che è stato è stato” afferma la Direttrice generale dell’Ausl Cristina Marchesi, “ma dobbiamo guardare avanti viste le difficoltà in cui si trova il Sistema Sanitario Nazionale. La politica deve investire le risorse adeguate nella sanità. Il contesto attuale, lasciatoci dal covid, è un contesto difficile, che pesa sulla sanità. L’Osco, inaugurato stamane, assume particolare rilevanza soprattutto per le persone anziane e per i fragili: è necessario investire sui servizi necessari oggi, guardando ai bisogni attuali e non di ieri.”

“Stiamo facendo qualcosa che interessa tutta la comunità.” ha affermato l’Assessore regionale Raffaele Donini, intervenuto stamane. “Tutte le figure istituzionali che sono intervenute qui oggi, lo hanno fatto perché consapevoli della portata di questi due interventi importanti: il Ps e l’Osco. Abbiamo remato controcorrente, riaprendo un Pronto Soccorso in piena crisi. Oggi, dopo il covid, ci accorgiamo di quanto possa essere importante l’Osco: al suo interno vengono attuate cure intermedie destinate ad una fascia di popolazione fragile. Oggi abbiamo due problemi che dobbiamo affrontare, partendo dal livello nazionale:

1) La sostenibilità. Oggi la sanità, come anche nei governi passati a prescindere dal colore politico, non riveste più un ruolo centrale. Il Sistema Sanitario, con i finanziamenti attuali, non è più sostenibile. Occorre che la sanità trovi il suo corretto posizionamento: sarebbe necessario l’8% del PIL Nazionale per dare copertura al Sistema sanitario. Oggi ci avviciniamo solo al 6,1%.
2) L’altra emergenza riguarda la programmazione delle formazione sanitaria. Problema, anch’esso, pluridecennale inerente la carenza di personale sanitario. In Italia ci sono ampie zone che non riescono a garantire il presidio di medicina emergenza-urgenza. I nostri obiettivi sono 3:
- Garantire ai cittadini quei servizi basici necessari per salvarsi la vita, attraverso la riorganizzazione delle strutture sanitarie, della rete 118 ecc..
- Nei Ps italiani il numero dei codici bianchi e verdi copre circa 80%. Si tratta di cittadini che necessitano ugualmente di un trattamento sanitario. I medici, attraverso la presa in carico, devono dare le giuste “risposte” ai cittadino che richiedono cure di media-bassa entità. Occorre quindi capire come dare una risposta efficacia oggi a quell’80%.
- La qualità del lavoro e della vita dei nostri dipendenti.
Per compiere il cambio di passo, attraverso la realizzazione delle riforme, è necessario lavorare uniti.”


