REGGIO EMILIA – A Palazzo dei Musei proseguono le aperture delle mostre per un nuovo fine settimana all’insegna dell’arte e della fotografia. Sabato 20 maggio per chi fosse interessato a conoscere le nuove espressioni fotografiche dei più talentuosi artisti italiani under 35 alle ore 18 c’è la visita guidata gratuita, condotta da Anna Nasi, alla mostra collettiva “Appartenenza/Belonging” di Giovane Fotografia Italiana #10, curata da Ilaria Campioli e Daniele De Luigi, che presenta i lavori di 7 artisti under 35: Eleonora Agostini, Andrea Camiolo, Sofiya Chotyrbok, Davide Degano, Carlo Lombardi, Giulia Mangione, vincitrice del Premio Luigi Ghirri 2023, Eleonora Paciullo che hanno interpretato il tema dell’appartenenza approdando a visioni originali, mai scontate, spesso coraggiose.

Gli artisti in mostra:

A Study on Waitressing di Eleonora Agostini (Mirano, VE, 1991, vive a Londra) esamina i fenomeni di auto rappresentazione e si presenta come una raccolta di fotografie, immagini d’archivio, collage, immagini in movimento e testi. Il progetto interroga l’immagine romanzata della cameriera attraverso la figura della madre dell’artista, e le sue posture, movimenti e comportamenti durante il lavoro, studiando la relazione tra individualità e appartenenza a un ruolo sociale.

The Manhattan Project di Andrea Camiolo (Leonforte, EN, 1998) propone immagini generate da un’intelligenza artificiale e poi manipolate che simulano fotografie d’archivio, a partire da quelle contenute in Evidence, un celebre volume pubblicato nel 1977 da Larry Sultan e Mike Mandel. Immagini non reali, di cui è difficile dire a chi appartengano, che tuttavia parlano di realtà e del presente.

© Sofiya Chotyrbok, Home Before Dark_GFI#10

Home Before Dark nasce dalla rinuncia dell’artista, Sofiya Chotyrbok (Zolochiv, Ucraina, 1991, vive a Milano), alla cittadinanza ucraina a favore di quella adottiva italiana. Questo episodio biografico ha dato origine a un processo creativo di riscoperta identitaria e di appartenenza, attraverso immagini che coniugano autoritratto, staged photography, collage e ricerca d’archivio.

Romanzo Meticcio di Davide Degano (Cividale del Friuli, 1990, vive a Udine) è un invito a mettere in discussione il concetto di identità italiana, dando centralità ad elementi abitualmente marginalizzati. Le immagini intrecciano temi quali le periferie, il meridione, le minoranze, l’immigrazione, gli italiani di seconda generazione e la rimozione del passato coloniale, evidenziando le connessioni tra il passato e il presente.

In La carne dell’orso Carlo Lombardi (Pescara, 1988, vive tra Milano e Vilnius, in Lituania) compie un’indagine sull’evoluzione etica, simbolica e antropologica delle pratiche sociali a protezione degli orsi appenninici negli ultimi cento anni. La sua ricerca instaura una narrazione volta ad instillare un dubbio nella comprensione del nostro personale rapporto con gli animali selvatici.

© Giulia Mangione, The Fall_GFI#10

Giulia Mangione (Firenze, 1987, vive a Oslo), combina fotografia documentaria e finzione per riflettere sulle paure collettive della società. Il suo progetto The Fall guarda ai miti popolari attorno al tema dell’Apocalisse e alle teorie del complotto a essa collegate, osservando come l’appartenenza a una comunità o a un culto religioso possa far sentire le persone più sicure e protette

Teofanie di Eleonora Paciullo (Torino, 1993, vive a Nizza) nasce dal suo ritorno in una piccola località della Locride, in Calabria, a cui sono legate le sue origini. Attraverso la fotografia, la documentazione e la performance, l’artista si è riappropriata dei riti, dei miti e delle storie della zona, nel tentativo di dare vita al “re-incanto” del luogo magico della sua infanzia.

Orari mostra: fino all’11 giugno con ingresso libero: venerdì, sabato, domenica 10.00 – 20.00. Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì chiuso. https://gfi.comune.re.it/