
di Giuseppe Adriano Rossi
REGGIO EMILIA – Nel suo testamento spirituale, datato 22 aprile 2019, lunedì dell’Angelo, mons. Emilio Landini ringraziava il Signore del dono grande della fede e della vocazione sacerdotale. Lo ha sottolineato l’arcivescovo Giacomo nell’omelia della Messa di commiato del sacerdote scomparso il 7 giugno all’età di 90 anni, presieduta nel pomeriggio del 9 giugno in Cattedrale.
Mons. Morandi, che ha avuto nei suoi anni giovanili nel Seminario di Reggio don Landini come preside dello Studio teologico e insegnante di morale, ne ha ricordato l’attività di docente e l’esordio delle sue lezioni: da qualche parte si dice … dall’altra.

Ha ricordato che è stato alla guida del Seminario in anni di effervescenza ecclesiale, mostrando grande equilibrio e ricevendo anche qualche incomprensione.
L’arcivescovo ha sottolineato anche le eloquenti espressioni del volto di don Emilio, il suo sguardo arguto, spesso più eloquente di un discorso.
Ha ricordato che nel suo lungo ministero, 68 anni, ha accompagnato spiritualmente tante persone – laici e sacerdoti. L’arcivescovo Giacomo ha sottolineato di mons. Landini il vivo dialogo con la cultura come competente responsabile del Centro Giovanni XXII e il servizio quotidiano e prezioso nella redazione reggiana di Radiopace: due importanti realtà ecclesiali attive sino a pochi anni or sono. Aveva la dote di sapersi circondare di persone competenti; sapeva essere sincero amico e profondo consigliere spirituale.
Mons. Morandi ha infine raccomandato di custodire la memoria del generoso e fecondo ministero esercitato nella Chiesa reggiano-guastallese da mons. Landini.
Don Emilio per 39 anni è stato sapiente guida dell’Associazione Medici Cattolici, prodigo di consigli in particolare con i giovani, come ha ricordato al termine della liturgia don Alberto Debbi.
Accanto a mons. Morandi erano i vescovi Lorenzo Ghizzoni, Daniele Gianotti, Enrico Solmi assieme a numerosi sacerdoti.


