di Giuseppe Adriano Rossi

REGGIO EMILIA – Ieri, venerdì 16 giugno, l’arcivescovo Morandi ha riunito in cattedrale il presbiterio reggiano-guastallese per la celebrazione della solennità del Sacro Cuore di Gesù e per pregare per la santificazione sacerdotale.

Nell’omelia mons. Morandi, richiamando il capitolo 4 dell’Esodo in cui Mosè proclama al Signore tutta la sua fragilità di fronte alla missione che gli vuole affidare, ha sottolineato ai sacerdoti come il Signore non scelga i suoi ministri – i profeti, gli apostoli, la stessa Madonna – in base a specifici “curricula”, oppure, oggi, perché hanno la capacità “di bucare il video” e non sanno toccare il cuore. Spesso c’è resistenza alla missione richiesta da Dio, si preferisce indicare altri; ma Dio non recede. Egli è sempre vicino.
L’arcivescovo ha raccomandato anche di vigilare sulle tentazioni che ai presbiteri possono venire dai fans; e ha sottolineato il dolore che prova un vescovo che assiste impotente al naufragio dei presbiteri non più in grado di accogliere una seconda chiamata.
Il presbiterio deve essere invece luogo di autentica carità, sollecitudine affettuosa, calorosa, simpatica; deve essere caratterizzato da tanti segni belli di sostegno reciproco e di amicizia schietta. Da una fraternità sacerdotale semplice e gioiosa nasce una nuova pastorale; infatti la carità rende fecondo l’impegno pastorale e il popolo di Dio cresce con i suoi presbiteri.

La celebrazione è stata anche occasione di saluto e ringraziamento a mons. Alberto Nicelli che al termine di questo mese conclude il suo impegnativo ruolo di vicario generale e moderatore di curia svolto per dieci anni con i vescovi Camisasca e Morandi; ora il testimone passa dal 1° luglio a don Giovanni Rossi, a cui lo lega una quarantennale amicizia. Rivolgendosi all’arcivescovo e ai confratelli don Alberto ha ripercorso i due intensi lustri di servizio in curia non privi di sofferenze e preoccupazioni, ma anche ricco di gioie e positivi risultati.

Ha ringraziato il Signore per la chiamata al sacerdozio: è stato ordinato presbitero il 7 dicembre 1984, e ha svolto il suo ministero dapprima come vice rettore nel Seminario urbano e docente di religione nelle scuole statali; è stato poi vicario parrocchiale a Brescello e Novellara, quindi parroco a Pieve Saliceto, Gualtieri e Santa Vittoria, infine dal 209 al 2018 a Guastalla, sacerdote a stretto contatto con le persone come ha sempre inteso il suo ministero.
Ha espresso riconoscenza ai vescovi che lo hanno voluto come stretto collaboratore in un compito certamente gravoso, contrassegnato anche dalle difficoltà portate dalla pandemia; non ha sottaciuto incomprensioni e anche solitudine in certe scelte, ma nel contempo ha posto l’accento sulla collaborazione e l’amicizia con i confratelli, in particolare con i vicari episcopali: Pietro Adani, Daniele Moretto e Alessandro Ravazzani e con il personale della curia. Ha sottolineato il notevole zelo pastorale che contraddistingue il presbiterio reggiano-guastallese
Nel corso della celebrazione il vescovo ha annunciato il nuovo organigramma del Seminario: don Paolo Crotti, rettore; don Alessandro Zaniboni, vicerettore, don Carlo Pagliari, padre spirituale, che sostituiscono rispettivamente don Alessandro Ravazzini, don Luigi Orlandini e don Edoardo Ruina.


