REGGIO EMILIA – Questa mattina, nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia, è stato presentato e sottoscritto l’Accordo quadro 2023-2029 per ‘Reggio Emilia città universitaria’, definito da Comune di Reggio Emilia e Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore).

Il documento ricostruisce quanto realizzato nei sei anni precedenti per la sede universitaria reggiana e indica i nuovi obiettivi in tema di spazi per ospitalità e residenza, didattica e ricerca, servizi in campo culturale, sportivo, della mobilità, ricreativo e di collaborazione interistituzionale, rivolti a studenti, docenti e ricercatori. 

L’incremento degli spazi residenziali per un totale di circa 150 nuovi posti letto – allocati tra Studentato Villa Marchi (secondo stralcio), via Paradisi (riqualificazione immobiliare) e nuovo Studentato di via Agosti (riqualificazione palazzina Uffici Area Reggiane per circa 4 milioni di euro, progetto candidato al contributo del Pnrr) – porterà a una dotazione complessiva di circa 500 posti letto destinati principalmente a studenti, ma anche a docenti e ricercatori universitari fuori sede o a Reggio Emilia per un periodo limitato.

Lo sviluppo degli spazi per la didattica e l’ulteriore radicamento dell’attività di ricerca universitaria in città, si declina in una pluralità di azioni:

  • nell’avvio del secondo stralcio di lavori dedicati al terzo Polo universitario di Palazzo Baroni (ex Seminario); 
  • nell’attivazione del quarto Polo universitario al Capannone 15C nel Reggiane Parco Innovazione (la riqualificazione del Capannone 15C impegna il Comune di Reggio Emilia con circa 13 milioni di euro);
  • in prospettiva, nella realizzazione di nuovi Laboratori al Campus San Lazzaro.

Il tema ‘spazi’ per residenza, didattica e ricerca è fra i principali esiti, ottenuti o in via di attuazione, della collaborazione fra Comune di Reggio Emilia e l’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, delineata ora nel nuovo Accordo quadro che istituisce formalmente ‘Reggio Emilia città universitaria’, valido per sei anni, sottoscritto oggi nella Sala del Tricolore dal Sindaco Luca Vecchi e dal Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia Carlo Adolfo Porro, alla presenza del Prorettore per la sede reggiana di Unimore Giovanni Verzellesi, dell’Assessora a Educazione e Università Raffaella Curioni, del Vicesindaco di Reggio Emilia con delega alla Rigenerazione urbana Alex Pratissoli e dell’Assessora a Scuola, Università, Ricerca e Agenda digitale della Regione Emilia-Romagna, Paola Salomoni.

Si ‘capitalizzano’ così 10 anni di lavoro e si fissano nuovi obiettivi concreti in tema di Università a Reggio Emilia, la cui sede nel 2023 compie 25 anni di vita.

La finalità dell’Accordo quadro è realizzare il progetto Reggio Emilia città universitaria rafforzando e sviluppando il rapporto di collaborazione tra le parti inteso quale servizio pubblico comune.

“La collaborazione – si legge nel documento – è fondata sul perseguimento di obiettivi di interesse pubblico in armonia con le finalità istituzionali di ciascun Ente, puntando alla valorizzazione delle eccellenze formative dell’Università e alla nascita di nuove eccellenti opportunità, alla qualificazione dell’accoglienza e dei servizi offerti a studenti, ricercatori e docenti, alla disponibilità di sedi e tecnologie adeguate, alla costante interazione fra Università e territorio in materia di ricerca e trasferimento tecnologico, nascita e sviluppo di nuove imprese, formazione diffusa e permanente, didattica, nonché analisi e innovazione delle politiche pubbliche”.

L’obiettivo dell’Accordo è infatti di rendere la città “sempre più a misura di studente e sempre più votata alla ricerca, raccogliendo idee e suggerimenti anche direttamente dai protagonisti”.

Il progetto si sostanzia in una collaborazione tra il Comune e l’Università, volta a garantire l’effettivo raggiungimento delle finalità e degli scopi condivisi, ispirandosi ad alcune parole-guida per Reggio Emilia città universitaria:

  • Accoglienza e accesso a servizi – sanitari, socio-educativi, culturali e sportivi, logistici e di ristorazione – che nella Città delle Persone sono rivolti a tutti i cittadini, compresi gli studenti universitari e tutte le figure che gravitano attorno all’Università.
  • Ricerca: l’innovazione più forte è rappresentata dallo sviluppo della cultura scientifica ossia, da un lato, dalle già esistenti relazioni tra alcuni Dipartimenti e il mondo produttivo/industriale reggiano. Si fa riferimento al mondo della meccatronica, del digitale, della robotica applicata alla produzione, della scienza dei dati applicata alle imprese, alla finanza e alla sanità, allo sviluppo delle relazioni tra le scienze della vita e il mondo ambientale e agroalimentare reggiano, senza escludere gli ambiti di studio e lavorativi, quelli gestionali, comunicativi e manageriali.
  • Educazione, sperimentazione e innovazione: storicamente affermata è l’identità di Reggio Emilia nel campo dell’educazione 0-6 anni nonché, anche se più recenti, alcune sperimentazioni negli altri ordini scolastici oltre che nei contesti extrascolastici. All’educazione 0-6, si affianca l’ingente lavoro di formazione nazionale e internazionale svolto dal Centro internazionale Loris Malaguzzi. 
  • Lavoro: una formazione universitaria che abbia sia la ricerca pura come identità, sia una formazione orientata al lavoro. Tali obiettivi, riconosciuti a Unimore al punto da costituirne punto di eccellenza consolidato nei report e nelle classifiche nazionali e internazionali dedicati agli Atenei, possono essere perseguiti ulteriormente contribuendo ad incentivare e stimolare le relazioni già in essere tra Unimore e il tessuto produttivo reggiano, agevolando un costante e proficuo incontro tra domanda e offerta di lavoro nei settori strategici del tessuto produttivo, in tutti gli ambiti formativi offerti. 
  • Protagonismo e partecipazione: partecipazione attiva dell’Università verso la città sia attraverso gli strumenti esistenti (eventi, progetti) sia attraverso altri mezzi da creare ex novo (iniziative culturali e sportive in particolare) per favorire sempre più l’integrazione tra Unimore e la città anche attraverso percorsi di coinvolgimento degli studenti nei progetti di protagonismo giovanile.

L’Accordo prevede sei aree di servizio da confermare e implementare nei prossimi anni: cultura per l’Università e Università per la culturaorientamento allo studioorientamento per il lavoropratica sportivaospitalità (dalla casa alla ristorazione e al commercio); mobilità.

Sono intervenuti Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, Carlo Adolfo Porro rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Raffaella Curioni assessore a Educazione e Università del Comune di Reggio Emilia, Giovanni Verzellesi prorettore Unimore per la sede di Reggio Emilia, Alex Pratissoli vicesindaco di Reggio Emilia con delega alla Rigenerazione urbana, Paola Salomoni assessora alla Scuola, Università, Ricerca e Agenda digitale della Regione Emilia-Romagna.

Accordo quadro università