REGGIO EMILIA – Politici e tifosi divisi sul caso Manolo Portanova. Il calciatore del Genoa in prestito alla Reggiana, a dicembre era stato condannato con rito abbreviato in primo grado a 6 anni per violenza sessuale di gruppo, ed é in attesa del processo di appello a cui i suoi avvoati hanno fatto immediatamente ricorso. Sui social i tifosi avevano espresso il loro dissenso ma l’ingaggio è ormai ufficiale e il calciatore sarebbe già arrivato in città. Anche il mondo politico è diviso sulla scelta della Reggiana. Da Ilenia Malavasi alla Cgil, a Reggio Emilia in Comune e Dario De Lucia. Questi ultimi hanno inviato alle redazioni un comunicato in cui esprimono la loro contrarietà alla decisione del club sportivo reggiano.

“Sull’ingaggio di Manolo Portanova alla Reggiana scegliamo di garantire la città” sostiene Reggio Emilia in Comune. “Sarebbe bello poter attribuire certe scelte di calciomercato al caldo che sta mettendo alla prova il Sud Europa, ma non è così” scrivono, sottolineando il fatto che “il calcio non è solo sport ma un rito collettivo e i giocatori esempi in cui i tifosi e le tifose si immedesimano. Avremo dunque come portatore dei valori della Reggiana un uomo che, come scrive nella sentenza la giudice Ilaria Cornetti, ha abusato di una donna il cui “dissenso è stato sin da subito, e per tutta la durata del rapporto sessuale di gruppo, evidente e manifesto”.

“Sosteniamo le tifose e i tifosi granata che pubblicamente hanno contestato questa decisione chiedendo che venga ritrattata perché non possiamo giustificare in alcun modo la violenza di genere. Sebbene una condanna in primo grado non sia definitiva, riteniamo che la gravità dell’accusa deve far riflettere sulla scelta del giocatore e del suo spessore morale. Lo stupro rimane sempre e comunque un crimine che non può essere accettato in una società civile. E non esistono regole sportive che lo possano giustificare”.

E’ dello stesso avviso Dario De Lucia che scrive: “Ogni anno spendiamo soldi, tempo e energia come Comune per portare messaggi nella comunità contro la violenza sulle donne. Trovo profondamente sbagliato che nella mia città giochi un calciatore condannato a sei anni per violenza sessuale. Spero che siano solo voci da calciomercato e che non ci sia nulla di definitivo, perché lo sport ha la possibilità e la responsabilità di veicolare bellissimi messaggi, soprattutto tra le giovani generazioni, tra questi sicuramente c’é quello di fare il tifo del principio che le donne si amano e rispettano. E’ positiva la protesta di una parte della tifoseria granata, perché è una chiara testimonianza di una presa di coscienza su un tema importante della violenza sulle donne su cui non si può minimizzare o giustificare neanche se parliamo di un calciatore”.

“Se Portanova verrà ritenuto colpevole a processi espletati è giusto che paghi per un crimine odioso. Ma fino a che la condanna non sarà definitiva è giusto che possa lavorare” è la posizione più garantista di Mauro Del Bue. “Mi chiedo sommessamente se un lavoratore dopo una condanna di primo grado, che non è quasi mai esecutiva, deve perdere il suo lavoro – scrive – E visto che il lavoro di Portanova è quello di calciatore, se un calciatore dopo una condanna di primo grado non debba più svolgere la sua professione. Sarebbe molto grave che questa convinzione fosse estesa a tutti. E’ stato giusto che il nostro ex Michele Padovano sia stato praticamente espulso dal calcio ove era intento a sperimentarsi come direttore sportivo, e poi sia stato dichiarato innocente in Appello dopo ben 17 anni? Chi lo risarcirà dei danni non solo morali prodotti? E ancora. Nessuno si è posto il problema della accusa per violenza sessuale di Kobe Bryant a cui Reggio Emilia ha dedicato una piazza? Pare, secondo i giornalisti americani, che per tacitare la diciassettenne che lo aveva denunciato nel 2003, il campione sia stato costretto a versarle ben 2milioni e mezzo di dollari. E di Cristiano Ronaldo ne vogliamo parlare? Accusato di violenza sessuale da una modella nel 2010 le parti in causa si misero d’accordo per il pagamento da parte del portoghese di 375mila dollari. E di Maradona? Qui non basterebbe un articolo. Eppure i grandi campioni Bryant, Ronaldo e Maradona sono stati osannati e riveriti sempre. Un po’ di moderazione, dunque. Se Portanova verrà ritenuto colpevole a processi espletati è giusto che paghi per un crimine odioso. Ma fino a che la condanna non sarà definitiva è giusto che possa lavorare”.