REGGIO EMILIA – Si chiude stasera la settima edizione dei Giochi internazionali del Tricolore, la manifestazione sportiva che in una settimana ha coinvolto a Reggio Emilia oltre 2.000 atleti, di cui circa mille da altri Paesi, nella pratica di 33 diverse discipline e in una grande festa all’insegna del fair play e dello scambio culturale, grazie a un ricco calendario correlato di iniziative e spettacoli.

Oggi è stata quindi una giornata dedicata alle premiazioni con la consegna delle ultime medaglie e con il conferimento nell’aula magna dell’Università a palazzo Dossetti, dei premi alla memoria di Anzio Arati e William Reverberi, figure d’eccezione dello sport reggiano, alle squadre che si sono distinte per meriti non solo di natura sportiva.

In piazza della Vittoria inoltre, il sindaco Luca Vecchi ha salutato le delegazioni sportive in una cerimonia conclusiva, il tradizionale scambio di maglie e di bandiere sulle note dell’inno dei Giochi; poi musiche e balli coinvolgenti. L’evento è stata occasione per premiare i vincitori delle ultime gare della giornata, il basket femminile e la pallamano maschile.

TRE PREMI SPECIALI

L’aula magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore) ha ospitato la consegna di tre premi speciali: Arati e Reverberi, dedicati alla memoria di coloro che hanno contribuito alla crescita dello sport in città e in particolare ideato e sostenuto i Giochi internazionali del Tricolore; e il premio Panathlon. Sono intervenuti il sindaco Luca Vecchi, il prorettore Giovanni Verzellesi, l’assessora a Sport ed Educazione Raffaella Curioni, Ivano Prandi presidente del Coni di Reggio Emilia e Mauro Rozzi presidente della Fondazione per lo sport.

  • Il premio William Reverberi, dedicato Inclusione e Integrazione, è stato consegnato dalla figlia Paola alla delegazione che ha coinvolto nelle gare anche atleti paralimpici, ovvero alla delegazione del Mozambico proveniente da Pemba.

William Reverberi, ai vertici del Coni, ha guidato lo sport regionale dal 2001 al 2012, a coronamento di una carriera che lo aveva visto prima al timone della Fipav provinciale (dal 1968 al 1974) e poi al comitato reggiano del Coni (dal 1976 al 2001). Fu anche arbitro di pallavolo di livello nazionale e dirigente di Cooperbanca. Medaglia d’oro al merito sportivo del Coni, nel 2013 fu nominato Cavaliere dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Fu anche tra i fondatori della Consulta sportiva del Comune di Reggio Emilia, tra i promotori del Centro di medicina sportiva, dirigente della società sportiva La Torre e tra i fondatori del Circolo tennis di Albinea. Con Anzio Arati ideò i GIochi del Tricolore nel 1997.

  • Il premio Anzio Arati, dedicato al Fairplay, è stato consegnato dalla moglie Marta alla squadra della delegazione più rappresentativa nel fairplay, sia dentro che fuori dal campo, quale squadra più meritevole nel comportamento, ovvero alla delegazione della Moldovia, presente con atleti di Chisinau.

Anzio Arati, da sempre anima del Gruppo sportivo Falk, divenuto da qualche anno FalkGalileo dopo la fusione (di cui è stato tra i promotori) con l’altra storica società cittadina, è stato pioniere dei Giochi del Tricolore, di cui ha organizzato tutte le edizioni. È stato anche, per un mandato, il presidente della Fondazione per lo Sport.

Arati è stato presidente della Reggio Event’s, associazione sportiva nata nel 1997, la prima realtà sul territorio nazionale a proporre forme di collaborazione gestionale e organizzativa a tutto il mondo sportivo giovanile e dilettantistico del territorio. Fu promotore di tante iniziative di carattere sportivo, tra le quali la Coppa del Tricolore (promossa in collaborazione della Polisportiva Galileo), il Torneo internazionale di calcio giovanile che si disputava nel periodo di Pasqua e il Torneo Aldo Cavazzoli.

  • Enrico Prandi, presidente del Panathlon international Club di Reggio Emilia, ha invece conferito il premio The Values of Sport – Panathlon alla squadra che si è distinta per audacia, spirito sportivo e voglia di rivincita: la squadra ucraina di pallamano maschile di Zaporizhia.

Il Panathlon è un movimento internazionale per la promozione e la diffusione della cultura e dell’etica sportiva, come riconosciuto del Cio, e si propone di approfondire, divulgare e difendere i valori dello sport inteso come strumento di formazione e di valorizzazione della persona.