Si è svolta questa mattina,2 agosto, a Bologna la cerimonia di commemorazione del 43° anniversario della strage alla Stazione ferroviaria, avvenuta nel 1980, che causò 85 morti e 200 feriti

Il sindaco Luca Vecchi: “Il 2 Agosto 1980 fu un crocevia della storia repubblicana e democratica del nostro paese. Un dramma che ha travolto tante persone innocenti, che ha sconvolto l’esistenza dei familiari, che ha colpito la città di Bologna e l’Italia intera. Ricordare è anzitutto un atto di consapevolezza e di responsabilità verso noi stessi e un’intera comunità. L’impegno costante nella ricerca della verità non deve venire meno, ma la sua matrice neo fascista, il ruolo della loggia P2, le complicità deviate di parti delle istituzioni sono state ormai ampiamente accertate. Il 2 Agosto 1980 intreccia i destini individuali e collettivi di ognuno di noi e ci ricorda ogni anno che un’idea forte di cittadinanza ed il senso di appartenenza ad una comunità locale e nazionale nasce anche nella consapevolezza del significato dei momenti più tragici, quei passaggi in cui, toccando con mano la fragilità delle istituzioni repubblicane, comprendiamo che la democrazia e la libertà non sono mai un fatto scontato per sempre.”

Stefano Bonaccini

Presenti fra le tante istituzioni anche i rappresentanti della Regione. Stefano Bonaccini: “L’Emilia-Romagna e Bologna non dimenticano. Come ogni anno, questa mattina siamo in piazza al fianco dei famigliari delle vittime e della città intera condividendo un dolore che il passare degli anni non ha certo lenito. Per fare memoria, ribadire che il pensiero va a chi non c’è più, a chi rimase ferito, e che la piena verità su una delle stragi più efferate della storia repubblicana è e rimane il nostro obiettivo. Da decenni siamo a fianco di chi si batte in nome della verità giudiziaria, familiari e inquirenti, instancabili e tuttora al lavoro”.

“Un impegno condiviso per verità, giustizia, difesa dei valori democratici che ha avuto, e avrà sempre, il nostro totale sostegno. E ringrazio per questo il presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage alla Stazione di Bologna, Paolo Bolognesi: con lui e con tutti loro non ci stancheremo mai di pretendere sia fatta piena luce su quel vile e sanguinario attentato. La democrazia deve avere radici nella verità, nel rispetto della persona e della convivenza civile, valori che i mandanti e gli autori della strage puntavano a sovvertire”.