REGGIO EMILIA – Sarebbe ancora in forse la presenza del fratello della giovane Saman Abbas al processo del prossimo 8 settembre, dove dovrebbe deporre nel corso del dibattimento che vede alla sbarra quattro suoi famigliari per l’omicidio della sorella. I legali difensori del padre di Saman, in carcere da pochi giorni a Modena dopo l’estradizione dal Pakistan, chiederanno il rinvio della deposizione del giovane proprio per affinare la strategia difensiva dell’uomo che definiscono “provato” in cella.

Intanto Shabar Abbas venerdì sarà in aula. La sua presenza sarebbe ormai del tutto confermata. I legali dell’uomo, gli avvocati Servillo e Della Capanna, lo hanno già visitato tre volte in carcere. Non si esclude che Shabbar possa fare rivelazioni circa possibili altri soggetti coinvolti nell’omicidio della figlia. Intanto l’uomo viene descritto come un uomo provato, che ascolta la lettura delle carte e degli atti da parte degli avvocati e che per tre giorni pare non abbia dormito. L’estradizione di Shabar Abbas di fatto potrebbe portare anche a uno slittamento in avanti della sentenza di primo grado che era attesa per ottobre.

Resta ancora latitante la madre di Saman, Nazia Shaheen. E non si escludono altri possibili colpi di scena anche su questo fronte visto che ora il marito è in carcere in Italia.