REGGIO EMILIANuove concrete idee per ridurre l’inquinamento e favorire il risparmio nelle piccole comunità, catturando l’anidride carbonica in eccesso e mutandola in energia per produrre oggetti. In un periodo in cui l’attenzione all’ambiente, ai mutamenti climatici e alle risorse energetiche è comprensibilmente alta, una interessante proposta pratica arriva dagli di studenti del liceo reggiano IESS – Istituto Europeo di Studi Superiori.

professoressa Barbara Callerani

Un gruppo di alunni coordinato dalla professoressa Barbara Callerani è risultato uno dei due vincitori del bando AmbientAzioni Reggio Emilia 2022-2023 promosso Comitato Territoriale Iren di Reggio Emilia e rivolto al territorio, alle scuole, come alle associazioni, alle imprese e ai cittadini.

Al centro, la ricerca di progetti che mettano al primo al posto il risparmio di risorse energetiche e idriche, la riduzione della produzione di rifiuti e di anidride carbonica e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

La giuria ha valutato le tante proposte avanzate dai molti soggetti interessati e selezionato due progetti come quelli più meritevoli del riconoscimento. Il primo percorso scelto è proprio “Tecnologia DACCS e carbon printing per un futuro net-zero” presentato dal liceo reggiano Istituto Europeo di Studi Superiori – IESS.

Il pacchetto si basa su un’idea di sostenibilità innovativa per migliorare la qualità degli ambienti interni, tramite la rimozione dell’anidride carbonica generata dalle attività umane. In questo modo, ha messo insieme due degli ambiti di intervento proposti dal bando. Quali? La riduzione della produzione di anidride carbonica, e il miglioramento di performance ambientali ed energetiche all’interno di piccole comunità. Un modo efficace per far dialogare aspetti di innovazione, circolarità e educazione pensata per le nuove generazioni.

Il progetto del gruppo IESS propone di creare nella sede scolastica del liceo, in piazza Prampolini, un piccolo laboratorio ecologico. In questo spazio, verranno allestiti una stazione di rilevamento ambientale, un impianto di cattura diretta dell’anidride carbonica basata sulla tecnologia DACCS, controllabile tramite sensori ambientali. A chiudere, un impianto di creazione, modellazione e stampa in 3D di materiali plastici basati sui cosiddetti principi “carbon printing”, basato sui filamenti ricavati dai processi di cattura.

Un progetto replicabile in molte altre strutture non particolarmente ampie, piccole comunità come scuole, uffici, laboratori, pubblici esercizi. Tutti ambienti in cui la concentrazione di biossido di carbonio raggiunge facilmente soglie elevate, con tutte le conseguenze del caso per la salute e l’ambiente.

Grazie a “Tecnologia DACCS e carbon printing per un futuro net-zero” questa presenza potenzialmente nociva viene riciclata in modo funzionale, con un modello circolare e semplice da far funzionare e da replicare.

Le ragazze i ragazzi dello IESS si sono occupati delle varie parti, dalla scelta dei materiali con cui allestire la stazione alla formazione specializzata per le tecnologie DACCS e all’assemblaggio della centralina, dalla stabilizzazione dell’impianto alla configurazione di tutti i programmi con cui controllare le tarature dei sensori e con cui gestire online l’attività e i dati ricavati. Un lavoro potenzialmente prezioso per tante realtà, e non complesso da esportare.