REGGIO EMILIA – Colpo di scena presso il Tribunale di Reggio Emilia durante l’udienza per il caso di Saman di questa mattina. Stamane Ali Haider, fratello della vittima, sarebbe dovuto essere ascoltato in qualità di testimone “chiave”. In base agli elementi raccolti, risalenti all’anno 2021, quando Ali aveva già lasciato  deposizioni, secondo la difesa egli doveva già essere indagato e iscritto nel registro. Tutte le dichiarazioni rese finora da Alì sono state annullate. Il giudice ha quindi citato l’articolo 210 del codice di procedura penale. Oggi, in Corte d’assise, Alì è stato informato sulla sua possibile nuova posizione di “indagabile”. Egli potrà avvalersi, durante la prossima udienza, della facoltà di non rispondere. Ali potrebbe essere indagabile per concorso in omicidio e non potrà tornare come testimone.

L’avvocato Miari, che lo difende, ha chiesto un rinvio perché dovrà ragionare col suo assistito. La prossima udienza in Corte d’Assise sarà il 31 ottobre.