
REGGIO EMILIA – Ali Haider, il fratello di Saman Abbas, è stato interrogato per tutto il pomeriggio oggi in Corte d’Assise a Reggio Emilia, dagli avvocati Scarcella e Cataliotti, difensori degli imputati. Davanti al presidente Cristina Beretti ha ammesso di volere dire “solo la verità” riguardo l’omicidio della sorella. Il ragazzo, apparso commosso, è stato interrogato, nascosto da un paravento, per tutelarlo soprattutto dagli sguardi dei parenti accusati dell’omicidio presenti in aula (zio, padre e cugini).
Al suo fianco, a difenderlo, l’avvocato Miari. Tra tanti “non ricordo” e “non so”, Haider comunque ha confessato alcuni dettagli di quella sera del 30 aprile 2021. “Ho visto tutto.” Ha detto il fratello di Saman. “Io ero alla porta. Mia sorella camminava, mio zio l’ha presa dal collo e l’ha porta dietro alla serra. Ho visto i cugini, solo la faccia. Era buio.”
Haider avrebbe inoltre riferito che Noman, ovvero Nomanulhaq, sapeva dove fosse seppellita la sorella. “Gli avevo chiesto io, perché volevo abbracciarla”.
“Ho inoltre sentito la parola scavare, durante una conversazione avvenuta sulle scale.” Dopo ore di domande e di video mostrati in aula, il ragazzo ha riferito di sentirsi male nel vedere i video.


