Il Marchese del Grillo, a destra Max Giusti

REGGIO EMILIA – Va in scena al Teatro Valli di Reggio Emilia “Il marchese del Grillo”, appuntamento Venerdì 1 e sabato 2 alle ore 20.30 e domenica 3 dicembre alle ore 15.30.

Dall’omonimo film di Mario Monicelli, scritto con Benvenuti, De Bernardi, Pinelli, Zapponi, ha origine la commedia musicale di Gianni Clementi con musiche originali composte da Emanuele Friello e la regia di Massimo Romeo Piparo, prodotto dal Teatro Sistina di Roma. 

Il Marchese del Grillo

Ambientata nella Roma ottocentesca, la storia narra le vicende del Marchese Onofrio del Grillo, guardia nobile di Papa Pio VII, che vive nell’ozio e nei vizi ed è solito fare scherzi e beffe. All’arrivo di Napoleone e dei francesi in città, il Marchese decide di abbandonare Roma per Parigi, in cerca di una vita meno provinciale. Tuttavia, torna a Roma poco dopo, dove viene condannato a morte per tradimento nei confronti del Papa. Grazie a uno dei suoi scherzi riuscirà a sostituirsi a un povero carbonaro ubriacone e lo scherzo consentirà al Marchese un onorevole riscatto con un finale a sorpresa.

Il Marchese del Grillo è Max Giusti. Comico, cabarettista, attore e commediografo italiano, deve parte del suo successo alla conduzione televisiva, avendo condotto, dai primi anni Novanta a oggi, tra i programmi più noti della tv italiana.

La regia è di Massimo Romeo Piparo. Pluripremiato regista, autore e produttore e uno dei più grandi successi teatrali e televisivi degli ultimi anni, ha lavorato a produzioni di musical campioni di incassi, confrontandosi con titoli come Tutti Insieme Appassionatamente, Billy Elliot, Mamma Mia!, Evita, Tommy, Jesus Christ Superstar, My Fair Lady, La Febbre Del Sabato Sera, Hairspray-Grasso è bello, Cenerentola, The Full Monty, Sette Spose per Sette Fratelli, School of Rock.

Il Marchese del Grillo, nella foto Max Giusti e Benedetta Valanzano

Il Marchese del Grillo” scrive Piparo, “illumina Roma in un momento molto particolare della propria storia contemporanea. La schietta filosofia di vita di Onofrio del Grillo pervade l’intera Commedia di rimandi attualissimi e tremendamente affini con la realtà a cui tutti i romani devono quotidianamente fare fronte: Giustizia corrotta, una Chiesa in bilico tra il debole potere spirituale e il più ammaliante potere temporale, il tremendo dilemma dell’essere e dell’apparire, il dramma dei più poveri contrapposto al cinismo dei potenti; tutti argomenti che sembrerebbero fotografare l’attuale sistema Italia e ancor più l’inesorabile declino di Roma Capitale, ma che invece sono scaturiti quasi mezzo secolo addietro dalla felice intuizione di grandi Maestri della Commedia italiana della seconda metà del ‘900. Il Marchese del Grillo, quindi, si appresta a diventare lo spettacolo giusto al momento giusto e nel luogo giusto; travolgerà il pubblico con fragorose risate e amare riflessioni in un perfetto mix tragicomico scandito da battute e aforismi indimenticabili.”