REGGIO EMILIA – La Reggiana Boxe Olmedo non è solo competizione, ma anche attività sociale: è il lato ‘B’ della boxe, che rende questo sport genuinamente popolare. Grazie a una stretta collaborazione con la Cooperativa Sportiva Heron, insieme a un’importante rete territoriale che vede partecipi Officina Educativa del Comune di Reggio EmiliaProgetto CrescereCooperativa Sociale Madre Teresa e Cooperativa Coress, la società del Mirabello ha infatti vinto un bando nazionale parte dell’iniziativa “Sport di Tutti – Inclusione”promossa dal Ministro per lo Sport e i Giovani, tramite il Dipartimento per lo Sport e realizzata in collaborazione con Sport e Salute.

Emiliano Martinelli

La proposta di progetto vincitrice della durata di due anni si chiama “Laboratorio Sportivo di Inclusione”, mette in collegamento i diversi partner in un dialogo tra sport e socialità inclusiva e serve ad aiutare chi entra in palestra al Mirabello, ma non solo, nello sviluppare una rete di relazioni sana, una serie di ‘soft skills’ utili nel percorso di crescita individuale e una capacità di relazionarsi con chiunque ci si trovi di fronte.

Molto importante, nel caso della boxe, è l’accento sull’inclusività e l’integrazione che passa tramite la disciplina pugilistica, spesso capace di accogliere molti ragazzi che vivono nelle nostre periferie e che si trovano in una condizione di emarginazione sociale: viene finanziata quindi l’attività gratuita per una ventina di atleti che così potranno trovare una casa dove incontrare professionisti dello sport e dell’educazione.

“Per noi che abbiamo vissuto le palestre di pugilato, non risulta affatto nuova questa unione tra pratica sportiva e beneficio sociale. La boxe, per chiunque l’abbia praticata un po’, è sempre stata un veicolo di riscatto da molte situazioni difficili. Questo non significa che sia adatta soltanto a chi vive momenti di difficoltà, vuol dire piuttosto che è in grado di mettere in contatto ragazzi e ragazze che spesso, nella vita di tutti i giorni, vivrebbero in mondi totalmente separati. Quando sali sul ring non conta più colore della pelle, classe sociale o conto in banca. Scambiare colpi con un avversario aiuta ad abbattere la barriera invisibile che ci separa. Questo progetto vuol fare proprio questo e noi siamo orgogliosi di poterne essere i portabandiera”, commenta il presidente Emiliano Martinelli.

Altre attività sportive, proposte a un target di giovani e adulti, grazie alla collaborazione progettuale con la Cooperativa Heron e le altre di rete, sono la ginnastica posturale (ginnastica dolce, yoga e pilates) e il Baskin con l’obiettivo di sostenere sviluppo, inclusione e prevenzione sociale. Sempre con gli stessi intenti vengono proposte anche attività extra-sportive come laboratori culturali, percorsi di formazione, orientamento e volontariato, solo per citarne alcune.

Le attività sono gratuite previa iscrizione.