REGGIO EMILIA –  Centro Salute per la Famiglia Straniera, in occasione dei 25 anni di attività, ha organizzato un convegno nell’Auditorium del Core che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di autorità civili e militari tra cui il Vice prefetto vicario di Reggio Emilia Caterina Minutoli e il sindaco Luca Vecchi. Presenti in tanti tra professionisti, operatori, volontari coinvolti in tutti questi anni, a diverso titolo, nella rete dei servizi che insieme al centro si occupano dell’accesso ai servizi di assistenza sanitaria di base per stranieri non iscritti e non iscrivibili al Servizio Sanitario Nazionale o in gravi condizioni di marginalità e vulnerabilità con particolare attenzione alle donne e ai bambini e al contenimento delle malattie infettive.

Al termine del convegno cui ha partecipato anche Simonetta Gola, responsabile della comunicazione di Emergency, il Centro Salute Famiglia Straniera, che oggi ha sede nella Palazzina H che si affaccia su viale Risorgimento, è stato intitolato a Gino Strada.

Il Centro Salute Famiglia Straniera è attivo sul territorio provinciale da ottobre 1998. Dall’apertura degli ambulatori esiste una collaborazione con i professionisti volontari della Caritas, oggi Associazione Querce di Mamre, attraverso la stipula di una convenzione il cui ultimo rinnovo è avvenuto a luglio 2023.

Dal decennio scorso l’Azienda sanitaria ha individuato quello che tutti conoscono come il “Centro Stranieri” come luogo di accoglienza sanitaria di richiedenti e titolari di protezione umanitaria (RTPI) e minori stranieri non accompagnati (MSNA) accolti nella provincia di Reggio, attraverso la programmazione di visite mediche e screening sanitari (in rete e con la collaborazione di molteplici servizi socio sanitari).

Il centro per la Famiglia straniera opera in stretta sinergia con gli operatori dei CAS (Centri di accoglienza straordinaria dedicata ai richiedenti asilo) attivi sul territorio di Reggio e provincia, che svolgono in maniera diffusa servizio di accoglienza e assistenza a cittadini stranieri extracomunitari richiedenti protezione internazionale; con gli operatori del progetto ROSEMARY del Comune di Reggio, un’unità di strada che partendo dai luoghi dello sfruttamento sessuale costruisce un percorso di accoglienza per coloro che scelgono di cambiare vita e con U.P. – UNITÀ DI PROSSIMITÀ, che punta a coordinare e realizzare interventi di riduzione del danno, limitazione dei rischi e informazione sulle sostanze e, contestualmente, di promuovere le culture giovanili supportandone i processi di consapevolezza e autonomia attraverso la creatività.