di Giuseppe Adriano Rossi

REGGIO EMILIA – Una vera e propria “lectio” sul tempo è stata quella proposta dall’arcivescovo Giacomo nell’omelia della solenne concelebrazione eucaristica vespertina presieduta in Cattedrale il 1 gennaio, festa di Maria Madre di Dio e della Chiesa e giornata mondiale della pace.
Se per i pagani il tempo era “Cronos” che divorava i figli – quando si nasce si avvia un processo che termina con la fine della vita -, per i credenti è “Kairos”, il tempo opportuno, stabilito, propizio e tale lo considerano Sant’Agostino nelle “Confessioni” e l’apostolo Paolo, che nella lettera ai Galati scrive “quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli”.

Ciò significa che dietro ogni avvenimento c’è un progetto di Dio, quindi non è il caos a governare gli eventi; tutta la storia dell’umanità è orientata verso la venuta dell’Emanuele a Betlemme. Mons. Morandi ha raccomandato di saper leggere tutta la storia dell’umanità e la propria personale alla luce della Parola di Dio. Si preferisce invece ricorrere all’Intelligenza Artificiale, a letture economiche, psicologiche, politiche, mentre si è poveri sul piano di una lettura spirituale degli avvenimenti. Al riguardo ha citato il famoso “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere” di Giacomo Leopardi e ha fortemente raccomandato la lettura del romanzo di Gilbert Keith Chesterton, “Le avventure di un uomo vivo”.
L’arcivescovo ha invitato a vivere il tempo con stupore permanente e meraviglia costante, ad utilizzarlo bene evitando di sprecare occasioni per mettersi al servizio degli altri; si deve trascorrere ogni giorno come un regalo, “perché tutti siano dei graziati”; occorre evitare che il virus dell’abitudine si impossessi del cuore.
Infine ha raccomandato di vivere il nuovo anno sotto la protezione di Maria Vergine e prima della concelebrazione si era ripetuto sul sagrato del Duomo alla presenza di tantissime persone, il tradizionale omaggio floreale della città alla Madonna dorata, opera di Bartolomeo Spani, che da mezzo millennio vigilia sulla nostra comunità; ai piedi della Vergine con il Bambini sono rappresentati i coniugi Fiordibelli.

I Vigili del Fuoco, accompagnati dall’applauso dei fedeli, hanno portato con l’autoscala una corona di fiori – dono del fiorista Gildo Ferrari e della moglie – sul tiburio della Cattedrale. L’arcivescovo aveva introdotto la cerimonia sottolineando, con un richiamo al messaggio di Papa Francesco per la 57^ giornata mondiale della pace, che il progresso e le innovazioni tecnologiche devono essere finalizzate a migliorare la qualità della vita; tali doni devono essere posti al servizio degli altri.

I cristiani devono essere portatori di una cultura di pace e di conforto; a loro compete promuovere vere relazioni interpersonali partendo dalla famiglie, dai luoghi di lavoro, dalle stesse comunità ecclesiali.
Giuseppe Adriano Rossi


