Le immagini della cerimonia dell’alzabandiera in piazza Prampolini, foto Comune di Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – Ieri mattina, nell’ambito delle celebrazioni per la Giornata nazionale della Bandiera e il 227° anniversario della nascita del Primo Tricolore, il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e la prefetta Maria Rita Cocciufa hanno consegnato in Sala del Tricolore una copia della Costituzione italiana ai delegati di tre associazioni interculturali aderenti alla Fondazione Mondinsieme. Le associazioni premiate sono state l’Associazione Plai Aps, il Coro interculturale di Reggio Emilia Aps e l’Associazione Senegalese di Reggio Emilia e provincia.

Nel corso della stessa cerimonia sono state consegnate altrettante copie della Costituzione italiana e della bandiera italiana ai rappresentanti della classe quinta della scuola primaria Madre Teresa di Calcutta di Massenzatico e della classe quinta A dell’Istituto comprensivo “Gregori” di Carpineti-Casina.

Il sindaco Luca Vecchi ha tenuto un discorso in Sala del Tricolore per celebrare la giornata.

“L’Italia di quel 7 Gennaio 1797 – quando i deputati delle città di Ferrara, Bologna, Modena e Reggio Emilia si ritrovarono in questa Sala in occasione del Congresso della Repubblica Cispadana che sancì il primo Tricolore – era un’Italia molto diversa da quella di oggi, ancora molto lontana dall’unità politica e territoriale – ha detto il sindaco – Quel giorno i deputati e i giovani patrioti portarono a compimento il conseguimento di un sogno rivoluzionario, se guardato e contestualizzato nel momento storico.

Nasceva allora una prima forma di Stato repubblicano, indipendente, autodeterminato, dotato di un preciso contesto territoriale e, in particolar modo, di organi e di assetti, di una costituzione e di un vessillo, quel Tricolore rosso, bianco e verde che – dopo un lungo percorso del nostro Paese – fu riconosciuto come atto fondativo della nostra bandiera nazionale.

Quel percorso è stato molto lungo e complesso. Mosse qui il primo passo, attraversò il Risorgimento per poi passare da quella fase della storia del nostro Paese, non sempre opportunamente considerato, che si identifica nella fine dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento, quando iniziarono a prendere forma le prime manifestazioni embrionali del concetto di democrazia moderna.”

“Erano quelli i momenti dei primi Consigli comunali, delle prime Camere del lavoro, delle prime forme di associazionismo economico. Erano quelli gli anni della nascita delle prime cooperative, in cui cominciava a mettere le basi – in particolar modo qui in Emilia ma più in generale nell’intero Paese – quella particolare connotazione di municipalismo pubblico, di cooperativismo prampoliniano e di quella cultura del lavoro e di quell’etica d’impresa, anche a partire dalla storia gloriosa e allo stesso tempo tragica, della grande fabbrica delle Officine Meccaniche Reggiane, di cui oggi ricorrono gli ottant’anni dai bombardamenti, di eccezionale durezza, accaduti tra il 7 e l’8 gennaio 1944.”

“Erano gli anni in cui mise basi, in una certa misura, quell’idea di una città, di una provincia e di un territorio che ancora oggi vogliamo riconoscere. Quel percorso poi ha dovuto attraversare due guerre, ha attraversato l’Italia del fascismo ma, soprattutto, ha conosciuto l’antifascismo, la Resistenza, la Liberazione per giungere alla Costituzione dell’Italia repubblicana.”

“Questo è stato il percorso che il Tricolore ha fatto, evocando grandi ideali di libertà, richiamandosi a principi di uguaglianza e solidarietà, ispirandosi ai moti rivoluzionari francesi della fine del Settecento e portati poi in Italia, anche attraverso le campagne napoleoniche.”

“Reggio Emilia – ha aggiunto il sindaco Vecchi – ha sempre voluto interpretare in questa prospettiva la celebrazione del Tricolore, collocandolo in un preciso contesto storico, politico e culturale.”

“Per noi la celebrazione del 7 Gennaio è sempre stata anche un momento di giusta riflessione sulle condizioni della democrazia nella contemporaneità della nostra città, della nostra provincia, del nostro Paese e del mondo intero.”

“Non vogliamo girare la testa da un’altra parte – ha sottolineato il sindaco – e perciò pensiamo che sia assolutamente inaccettabile che ad esempio, ogni tre giorni, in questi Paese muoia una donna vittima di femminicidio. La storia dei diritti che ha radici in queste terre ci pone il tema di una mobilitazione, ci impone questa coscienza.

Fuori dal Municipio sono appese tre bandiere: una è la bandiera Tricolore che celebriamo oggi, una è la bandiera dell’Europa che configura il nostro senso di appartenenza all’Unione europea e ai nostri ideali di cittadinanza. E poi c’è la bandiera della pace che accompagna la storia e la cultura di questa città, che ci ha sempre portati ad essere impegnati contro ogni guerra per cercare ogni giorno la pace nel mondo.

Viva il Tricolore, via l’Italia”.

Dopo l’incontro in Sala del Tricolore con la consegna di Costituzione e Bandiera italiana ad associazioni di cittadini migranti e alunni di scuole di Reggio Emilia e provincia, il ruolo delle città in Italia e in Europa è stato uno dei temi più rilevanti affrontati nella seconda parte delle Celebrazioni della Giornata nazionale della Bandiera e 227° anniversario del Primo Tricolore, svolta in un teatro Municipale ‘Romolo Valli’ gremito.

L’incontro è stato aperto dall’intervento di saluto, in video, della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola:

“Il Tricolore italiano, quale bandiera nazionale, nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797. La vostra bandiera oggi sventola, assieme alla bandiera europea, in tutta Italia, anche sul palazzo del Comune della vostra città. Ero una bambina – ha detto la presidente Metsola – quando si aprì la prima breccia nella Cortina di ferro. Forse la mia generazione non ha colto subito l’enormità di quel momento. Ma ricordo chiaramente la gioia di milioni di europei finalmente liberi di scegliere il proprio destino. Si percepiva un senso di speranza, di opportunità illimitata, in cui la gente credeva. Torno spesso a quel momento, quando penso a quei valori comuni su cui si fonda la nostra Unione Europea.

“Eppure nel corso degli anni forse ci siamo cullati nella convinzione che i vantaggi delle democrazie liberali fossero così evidenti che abbiamo smesso di dire ai cittadini di lottare per ottenerli.

“La guerra è tornata nel nostro continente, il terrorismo è di nuovo in aumento, le sfide sanitarie, migratorie ed economiche persistono.

“Ma la brutale invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha spinto l’Europa a riaffermare più chiaramente la sua ragion d’essere e a ricordare le ragioni per cui, dalle ceneri della seconda guerra mondiale, i nostri Paesi si sono riuniti per difendere la pace in Europa.

“Sono stata eletta presidente del Parlamento europeo quasi due anni fa. E non c’è stato giorno di questo mandato, in cui io non mi sia impegnata a voler avvicinare il Parlamento europeo a cittadini, uscendo dalla bolla di Strasburgo o Bruxelles.

David Sassoli, il mio predecessore, ha saputo guidare stoicamente questa Assemblea attraverso quella che si preannunciava come una crisi esistenziale, con la sua mano ferma al volate. Il Parlamento europeo non lo ringrazierà mai abbastanza per quanto ha fatto. Continuerò a lavorare per un’Europa più unita, più vicina alle persone, più autentica nei suoi valori.

Ci sono sfide che sono semplicemente troppo grandi, perché qualsiasi Paese possa rispondere da solo. Abbiamo bisogno dell’Europa, non solo per vivere in pace, ma anche per essere liberi – ha concluso la presidente Metsola – Crediamo nell’appello all’Europa, un’Europa libera e unita, perché ognuno di noi possa dire: anche io ne sono parte”.

Dopo l’intervento della presidente Metsola, si è svolto un dialogo tra i sindaci ospiti di Bologna Matteo Lepore e di Genova Marco Bucci, insieme con il sindaco Luca Vecchi.

Nel dibattito, moderato dalla giornalista Susanna Ferrari, è emerso che le città, dall’Età comunale del Medioevo ad oggi, si pongono quali luoghi di coesione, autonomia, innovazione politica, culturale, economica e sociale in Italia e in Europa.

Nella mattinata del 7 gennaio 2024, la Banda della Guardia di Finanza ha avuto l’onore di chiudere con uno straordinario concerto le celebrazioni ufficiali del Primo Tricolore, nato a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797. L’esibizione, che si è tenuta presso il Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia alla presenza delle massime Autorità civili, religiose, militari e tanti cittadini, ha visto l’esecuzione di importanti opere musicali, quali: “La Bandiera dei Tre Colori”, “Fantasia Militare” di Amilcare Ponchielli, “Nabucco” di Giuseppe Verdi, “I Pini della via Appia” di Ottorino Respighi, “Amarcord” di Nino Rota ed, in chiusura, l’Inno Nazionale. La cornice celebrativa della giornata della Bandiera è stata altresì arricchita dallo schieramento nella Piazza antistante al Teatro di numerosi mezzi e militari del Corpo, rappresentanti le varie specialità