Avv. Lorenzo Buffagni, Segretario Cittadino di Azione

REGGIO EMILIA – “Ci fa piacere constatare che anche il partito di maggioranza relativa sia finalmente giunto alla conclusione che esiste un problema concreto di sicurezza che preoccupa gran parte degli abitanti della città e ne influenza anche la libertà. Si tratta di un problema che riguarda anche alcune zone della prima periferia e non solo la parte nord del centro storico. Un problema di sicurezza reale dovuta a situazioni difficili e fatti accaduti e non solo di percezione che altro non è che la conseguenza. La percezione della non sicurezza colpisce la libertà dei cittadini e ne influenza i comportamenti”, così l’Avv. Lorenzo Buffagni, Segretario Cittadino di Azione, risponde alla segretaria del circolo PD centro storico “Renzo Bonazzi”, Francesca Boni, in merito alla riqualificazione del Parco del Popolo finalizzata ad implementarne la frequentazione e a presidiare quella parte della città.

Possiamo quindi considerare finalmente superata la stucchevole diatriba tra criminalità reale e percepita – si legge nella nota di Buffagni – Se questa è la prima preoccupazione dei reggiani, la politica non può far finta di niente. Non concordiamo però con le osservazioni della segretaria del Circolo: i disordini che si sono verificati la notte di Capodanno e gli episodi di delinquenza che ogni giorno riempiono le cronache dei giornali e condizionano la vita dei cittadini sono anche conseguenza delle scelte sbagliate fatte a livello locale dall’amministrazione comunale e il PD reggiano non può prendere le distanze da questa amministrazione come un qualunque partito di opposizione. Il Pd esprime il Sindaco e il suo delegato di Giunta alla legalità, non alla sicurezza, anche se queste disquisizioni lessicali in politica stanno a zero. La progressiva morte del centro storico è causa principale del degrado cittadino ed operazioni di “camouflage” del Parco del Popolo non possono essere la soluzione a queste problematiche complesse“.

L’amministrazione in carica e quella che verrà devono puntare a rivitalizzare il commercio e dare un nuovo slancio alle attività produttive, – continua Buffagni – soprattutto quelle che puntano a valorizzare i prodotti del territorio. I due soldi stanziati a fine corsa risultano modesti e hanno il sapore di amaro. Occorre facilitare l’accesso in città dei cittadini implementando il numero dei parcheggi ripensando politiche attive e passive di presidio dei luoghi abbandonati. La cultura può essere un volano e una grande leva attrattiva e di cura. Non sarà certo la fantasia di una immagine suggestiva idealizzata di aprire il teatro a soggetti che hanno bisogno di ben altre attenzioni di recupero e aiuto in alcuni casi o di contrasto e repressione in altri. Conosciamo Milano e non esiste analogia a parità di zona con la situazione reggiana, come invece è stato suggerito nei giorni scorsi con buoni propositi. Lo abbiamo già detto più volte e lo ripetiamo: negare o sminuire le criticità oggettive che richiedono un aggiustamento attraverso una forte discontinuità amministrativa in una continuità politica riformista e liberale, rischia di indebolire anche le molte cose fatte bene. Azione Reggio Emilia ha un’idea ben chiara delle cose che devono essere fatte e che saranno esposte nel programma elettorale che sarà presentato in vista delle elezioni amministrative del 2024″.