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REGGIO EMILIA –L’appello di Maria Diletto, presidente dell’associazione ‘La Nuova Luce’ che opera quotidianamente in zona stazione non cada nel vuoto, ma sia raccolto”. Ad affermarlo è Domenico Chiatto, segretario generale Cisl Emilia Centrale che commenta le parole della presidente. “‘Tu vedi che corri, corri, ma la gente continua a morire‘ sono state le parole di Maria che, riteniamo, pesino come un macigno sulla città e non solo su questo quartiere. Quanto accaduto con la morte di Amrik è l’ennesima spia di una di una guerra tra poveri in quello che sembra il girone infernale del capoluogo, la zona stazione. Qui pare davvero di essere terra di nessuno dopo un certo orario e nonostante l’impegno di alcuni bravi volontari”.

“Riteniamo – prosegue Chiatto – sia necessario sostenere e rafforzare i presidi assistenziali come quello rappresentato dall’associazione La Nuova luce a cui va il nostro sostegno e supporto, ma soprattutto implementare i luoghi sociali e di contatto che possono incontrare queste persone e segnalarne le necessità ai servizi sociali del comune”.

“Come Cisl abbiamo inoltre ribadito – aggiunge Andrea Sirianni – la necessità anche di una maggiore presenza delle forze dell’ordine e delle polizie locali e tutte quelle che possono contribuire a coprire la zona stazione con l’obbiettivo di controllare, ma soprattutto segnalare agli enti sociali i casi di fragilità, povertà e indigenza estrema di cui il Comune deve farsi carico”.

In sospeso, però, un importante accordo. “Quanto vediamo in queste settimane accade proprio mentre si sta discutendo sul rinnovo del protocollo zona stazione (Comune, sindacati, associazioni) che ha ottenuto buoni risultati, ma sul quale occorre investire ancora, perché è un percorso che non può essere frammentato”.

Quindi dai segretari della Cisl Emilia Centrale un rilievo anche al governo: “finché non cambieranno le norme per dare la possibilità di emersione alla luce del sole dei ‘sommersi,’ senza permesso di soggiorno, questi potranno solo vivere ai margini della società e picchiarsi a morte per un posto letto. Chiediamo che l’appello di ‘Mamma Maria’, come i senzatetto conoscono Maria Diletto, sia raccolto anche dalla politica locale”.