Raffaella Cuorini, bando piccolissimi
Raffaella Curione, immagine pagina Fb Cuorini

REGGIO EMILIA – Il Consiglio comunale, nella giornata di ieri, ha respinto – con 6 voti favorevoli (Coalizione civica, M5S, Alleanza civica, Lega Salvini premier)  e 16 contrari (Pd, Più Europa, Reggio è) – una mozione, con primo firmatario il consigliere De Lucia, in merito alla riattivazione “Bando piccolissimi” per l’accesso agli asili nido dei bambini reggiani nati tra il 1 giugno e 30 settembre 2023.

Contestualmente alla mozione, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dalla consigliera Claudia Aguzzoli.

A proposito della mozione discussa in Consiglio comunale, sul tema della riapertura del bando ‘piccolissimi’ collegato ai posti nei nidi d’infanzia per i bambini di pochissimi mesi – nati tra giugno e settembre 2023 – l’assessora all’Educazione Raffaella Curioni ha detto che “il tema nell’immediatezza è stato superato dai fatti a livello di amministrazioni comunale e regionale, mentre è a livello di governo nazionale che ancora non si notano misure strutturali adeguate ed efficaci per l’infanzia e le famiglie. Anzi, come per la sanità pubblica, è evidente una spiccata tendenza a disinvestire o a costruire misure ‘spot’. Mentre le Amministrazioni locali si prodigano, tra tagli e ristrettezze, a mantenere servizi alla persona degni di questo nome, sarebbe opportuna e intellettualmente onesta una mobilitazione politica trasversale, per richiedere un impegno nazionale serio e continuativo su questi servizi, dato che bambini, famiglie e persone non hanno un ‘valore locale’ ma ‘generale’ e assoluto, che interessa ogni parte del Paese”.

I fatti in ambito cittadino regionale a cui l’assessora fa riferimento sono “il reperimento da parte dell’Istituzione scuole e nidi dell’infanzia di risorse ottenute con l’adesione alla ‘Misura a sostegno dell’ampliamento dell’offerta e dell’accesso al sistema integrato dei servizi educativi per l’infanzia’ della Regione Emilia-Romagna, dedicato appunto alla fascia 3-36 mesi, che ha portato un finanziamento pari a 517.492,80 euro. Tale Misura – ha sottolineato Curioni – comporta l’attivazione di 55 posti in più nel sistema educativo integrato di Reggio Emilia da gennaio 2024, cioè da adesso in poi. In particolare: dal 10 gennaio, per i bambini in età 3-36 mesi, saranno disponibili 32 posti in più nei nidi d’infanzia a gestione convenzionata e altri 3 si aggiungono da oggi, 15 gennaio, per un totale di 35 posti in più. A questi si aggiungono i posti a gestione diretta da parte dell’Istituzione, attivati a loro volta dal 10 gennaio, per un totale di ulteriori 20 posti sulla fascia lattanti\piccoli bambini.

“Complessivamente dunque sono offerti nella rete dei nidi comunali e convenzionati 55 posti aggiuntivi da gennaio 2024, che consentono di ridurre considerevolmente la lista di attesa rispetto alla prima assegnazione. Attraverso una specifica convenzione con l’Istituzione scuole e nidi d’infanzia, tale Misura ha contemplato inoltre le strutture gestite direttamente da Fism e ha permesso di ampliare l’offerta di ulteriori 16 posti nei nidi”.

“Negli ultimi anni, a partire dal post pandemia, si è assistito ad un aumento significativo delle domande sul bando d’iscrizione ordinario, che è aperto per i nati fino al 31 maggio dell’anno di riferimento – ha spiegato l’assessora – Nel 2022, per la prima volta, abbiamo registrato una lista di attesa di 240 domande. Essendo riusciti a ridurre progressivamente questo numero, grazie al nostro lavoro e a quello del sistema integrato e attraverso il sostegno del bando regionale per l’ampliamento dell’offerta dei servizi educativi, abbiamo deciso, nel novembre 2022, di mantenere la disponibilità di 20 posti per i nati da giugno a settembre, i cosiddetti ‘piccolissimi’.

“Nel 2023 la lista di attesa di 327 domande, quasi 100 in più dell’anno precedente, di cui 244 per la fascia dei più piccoli, in assenza di posti vacanti, ha evidenziato, fin da subito, la difficoltà di inserimenti successivi alla prima assegnazione. A questo si è aggiunto l’impegno per l’attuazione dei lavori previsti dal Pnrr che interesseranno già a partire da gennaio 2024 due nidi oggetto di importanti lavori di riqualificazione e messa in sicurezza, ma nel frattempo, indisponibili ad una frequenza regolare, diminuendo conseguentemente le risorse allocative complessive.

“Nell’impossibilità momentanea di poter dare soddisfazione, se pure in modo limitato, all’esigenza delle famiglie con bambini nati nel periodo estivo, esigenze del tutto comprensibili, eravamo stati costretti a ‘congelare’ temporaneamente il bando ‘piccolissimi’. La distonia tra la scarsità di servizi educativi 0-3 anni a livello nazionale di contro al bisogno di tante giovani coppie di genitori che lo considerano giustamente un loro diritto, soprattutto in presenza di larghe fasce di lavoratrici autonome o precarie e quindi prive delle tutele di maternità, è emersa anche a Reggio Emilia, che pure vanta un tasso di scolarizzazione ai nidi vicino al 60% e che nell’ultimo decennio, anche grazie al sistema pubblico integrato, ha potenziato i posti nido di più di 200 unità.

“Stante questa situazione – ha rimarcato l’assessora – occorre che le politiche per i servizi educativi tutti, ma soprattutto per la fascia 0-3 anni, che oggi ricadono essenzialmente sui Comuni, impegni il governo nazionale in una seria e concreta azione. C’è bisogno di un impegno dello Stato nella erogazione delle risorse e nell’assunzione di una responsabilità reale e concreta, se davvero si vuole contrastare denatalità, disoccupazione femminile e difficoltà generalizzata delle giovani famiglie. I soli Bonus Nido non sono sufficienti se non si interviene aumentando i servizi educativi, perché c’è il rischio concreto che, nonostante le risorse disponibili, le famiglie non riescano a trovare posto in nessun nido d’infanzia sostanzialmente perché non c’è il nido. In assenza di questi è necessario incrementare le tutele a favore delle famiglie a partire dai congedi parentali, che devono essere estesi anche ai lavoratori autonomi.

“Reggio Emilia, che ha aperto il primo nido d’infanzia a gestione comunale nel 1971 intitolato a ‘Genoeffa Cocconi Cervi’, dovrà continuare ad essere portabandiera dei diritti dell’infanzia, delle donne e delle famiglie, nell’interesse non solo della città ma dell’intero Paese.

“Noi saremo al lavoro – ha concluso l’assessora Curioni – al fianco dell’Anci e del Gruppo nazionale nidi e infanzia, fino alla fine dell’attuale mandato, per implementare le rete dei servizi e porre le basi di ulteriori opportunità per tutta la città a partire dal nuovo Polo dell’Infanzia che sarà realizzato a Parco Ottavi, con 100 posti in più per nido e scuola”.