
REGGIO EMILIA – Si è concluso dopo 3 ore l’incontro in Prefettura tra i sindacati e Seta. Il prefetto Maria Rita Cocciufa ha fatto da paciere ieri mattina durante il lungo incontro tra i sindacati e i vertici di Seta, l’Azienda per il trasporto pubblico locale. Il risultato è che bisognerà attendere. Ci si aspetterà, infatti, dopo il 30 gennaio, una convocazione da parte dell’Agenzia della mobilità, per valutare questo nuovo piano che nel frattempo verrà introdotto da lunedì prossimo, il 22 gennaio. Il nuovo piano consisterà nella riduzione delle corse pomeridiane a causa della carenza di autisti.

“Dall’incontro” ha affermato Luca Chierici, sindacato CGIL, “sono emerse ancora delle distanze, ma come organizzazione sindacale noi accogliamo l’invito, fatto anche dal prefetto, di aprire un dialogo costruttivo con l’azienda per arrivare ad una soluzione, possibilmente condivisa, del problema. Auspichiamo che anche da parte dell’azienda ci sia uno spirito collaborativo anche nel fornire informazioni e dati che fino ad oggi non siamo stati in grado di avere.”

“Noi abbiamo chiesto trasparenza” ha detto Andrea Sirianni, sindacato CISL, “sui dati e sulla situazione reale del trasporto pubblico di Reggio Emilia. Abbiamo chiesto di avere questi dati, così da poter ragionare su quello che non va e provare a capire, al di là delle dinamiche nazionali, dei fondi, dei costi dell’energia, che chiaramente non competono a noi, quello che possiamo fare su questo territorio. Su questo c’è l’impegno, grazie all’intervento del prefetto, a rivedersi dopo il 30, nei primi giorni di febbraio. Ci aspettiamo una convocazione da parte dell’Agenzia della mobilità, per provare ad affrontare concretamente questi problemi che riguardano sia gli utenti sia i lavoratori di Seta.”
Se da una parte, con i sindacati, i toni si distendono, dal mondo della politica arrivano dure accuse dal segretario provinciale di Azione che chiede le dimissioni del presidente di Seta.
“Il trasporto pubblico locale” ha affermato Claudio Guidetti, Presidente di Azione Emilia Romagna e segretario provinciale a Reggio Emilia, “sta andando a rotoli e a peggiorare la situazione c’è una gestione al limite dell’imbarazzante: Seta che corre ad arruolare autisti nelle Filippine, perché gli autisti italiani sottopagati e massacrati dall’azienda scappano; Seta che spende ingenti quantità di soldi pubblici in iniziative che non funzionano e l’unica soluzione che propone è quella di tagliare il numero di bus in circolazione. Chiediamo ai presidenti dei Consigli comunali di Reggio Emilia e di Modena di convocare una seduta congiunta monotematica, aperta al pubblico, ai sindacati e agli autisti di Seta, per affrontare la grave situazione in cui versa il servizio e i disagi cui sono sottoposti i cittadini e i lavoratori, in termini di sussistenza della qualità del trasporto e del lavoro.
Non dubitiamo che il viaggio di Cirelli al consolato filippino di Milano fosse ispirato da buone intenzioni. Qui, però, non stiamo discutendo di una causa di beatificazione, ma di un pessimo risultato che ha fatto il giro del web e delle chat, ridicolizzando Seta e con essa Reggio Emilia e Modena.

Consideriamo quella filippina in Italia una grande comunità, ma il modo in cui Cirelli l’ha trattata ha un sapore che sa di discriminazione – perché i filippini sì e i moldavi no, ad esempio? – e profuma di sperpero di soldi pubblici: Seta continua, infatti, a sostenere con la sua Academy patenti a prezzo enormemente vantaggioso rispetto a quello di mercato.
Il risultato è che il personale che Seta ha aiutato a conseguire la patente speciale, appena tocca con mano la tremenda qualità della vita in azienda, scappa e se ne va altrove. Portandosi dietro la patente pagata dai cittadini.
In questi giorni è emerso anche il dibattito su un presunto conflitto d’interessi tra la Direttrice dell’Agenzia reggiana alla Mobilità e il Direttore del presidio Seta di Reggio Emilia.
Chiediamo con forza, al di là degli attacchi e delle difese consuete di maggioranza e opposizione, che in nome del principio di trasparenza, venga fornita ai cittadini una risposta netta e veloce: c’è o no quel conflitto d’interessi? Quali provvedimenti intende assumere, nel caso, la compagine dei soci pubblici e dell’Agenzia e di Seta?
Le organizzazioni sindacali di settore (quali la FIT CISL ) non solo stanno denunciando, ma proponendo da mesi soluzioni di fronte alle quali Seta non potrà continuare a lungo nella strategia del non vedo, non sento e non parlo.
Per tutto questo e per molto altro ancora è evidente che a Seta occorra un cambio di passo e magari, con le gambe di un nuovo presidente, e con una strategia costruita insieme e non contro alle organizzazioni sindacali e alle associazioni dei pendolari.”

Nella giornata di domani, venerdì 19 gennaio, alle ore 17, Carlo Calenda inaugurerà personalmente la nuova sede provinciale in pieno centro storico, in via Ludovico Ariosto. Il segretario nazionale, accompagnato dal capogruppo alla on. Camera Matteo Richetti e dal segretario regionale sen. Marco Lombardo, sarà poi alle 18:30 all’hotel Posta per presentare il suo ultimo libro, “Il Patto”, edito da La nave di Teseo.




