REGGIO EMILIA – Nello splendido spazio della monumentale Chiesa di San Filippo Neri a Reggio Emilia trenta pannelli espositivi analizzano l’identità spirituale e morale di S. Gregorio, corredati da ricostruzioni e modelli, seguendo il preciso calendario storico della vita del Pontefice.

La Mostra che è stata esposta per la prima volta a Salerno nell’aprile del 2023 e, successivamente, a Sovana è stata voluta a Reggio dalla Società Reggiana di Studi Storici, dall’ Ufficio Beni culturali e nuova edilizia della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e dall’Associazione culturale Matilde di Canossa ODV; ha il patrocinio dell’ Ufficio Cultura e Arte Arcidiocesi di Salerno – Campagna – Acerno, della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi – Sezione di Reggio Emilia, del Centro Diocesano di Studi Storici “Mons. Francesco Milani” e dell’ Associazione Scrittori Reggiani.

Il progetto salernitano presentava due grandi ritratti di S. Gregorio e Matilde di Canossa a cui sono stati aggiunti, creati appositamente per l’esposizione reggiana, le figure di Enrico IV e dell’abate Ugo di Cluny.  Si tratta di dipinti a tempera su pergamena pesante “vestiti” con lacerti di tessuto e ricami antichi. In un collegamento ideale con il luogo del Perdono i quattro ritratti saranno riprodotti fotograficamente e posti all’interno del Museo Nazionale Naborre Campanini sulla rupe di Canossa grazie alla collaborazione del Lions Club Albinea “Ludovico Ariosto”.

Le date inaugurali del 27 e 28 gennaio, infatti, non sono state scelte a caso: intendono ricordare il momento storico che vede Canossa sede dell’incontro avvenuto tra il 24 e il 28 gennaio del 1077 tra Enrico IV e Gregorio VII con la mediazione della Grancontessa Matilde. Un momento cruciale nella profonda e lacerante crisi tra Impero e Papato che porterà il monaco Donizione a scrivere nella Vita Mathildis “… e fu Canossa la nuova Roma”.

Sabato 27 gennaio alle ore 15,30 nella Chiesa di San Filippo Neri vi saranno gli interventi di Angela Chiapponi, presidente della Società Reggiana di Studi Storici, Angelo Dallasta, direttore Ufficio Beni culturali della Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla, Lorella Parente, direttrice dell’Ufficio Cultura e Arte della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno a cui seguiranno le relazioni di Gianluca Bottazzi sui “Luoghi di Matilde e San Gregorio VII nel Reggiano” e del curatore Renaldo Fasanaro che ci guiderà alla visita della mostra. Domenica 28 gennaio sempre alle 15,30 sarà presente in San Filippo Neri Glauco Maria Cantarella, autore della biografia su Gregorio VII per Salerno Editrice, che interverrà su “Il perdono”.

La mostra sarà aperta tutti i sabati e le domeniche dalle ore 10 alle ore 17 e la possibilità di visita anche nei giorni infrasettimanali previa prenotazione via mail a socrest@libero.it o telefonica al 3668969303.

La mostra Ego Gregorius Papa è il risultato di una approfondita ricerca sulle tracce di San Gregorio VII dell’architetto salernitano Renaldo Fasanaro. Un ambizioso progetto nato dall’idea della professoressa Lorella Parente, Direttrice dell’Ufficio Cultura e Arte della Diocesi di Salerno-Campagna-Acerno, di ricostruire l’itinerario di vita e di fede del grande Pontefice in occasione del 950° anniversario della sua salita al soglio pontificio.

Partendo da Sovana, che la tradizione ricorda come borgo natale del Santo Papa, l’itinerario della ricerca è proseguito in Italia ed in Europa con diverse tappe che segnano i momenti della vita di S. Gregorio: Cluny, Montecassino, Bayeux, Roma, Salerno e, naturalmente, Canossa. Ciascun luogo è raccontato all’interno della mostra con i risultati dell’indagine che Fasanaro, artista specializzato nella pittura di indagine storica, ha saputo raccogliere.

Dalla ricostruzione dell’Abbazia di Cluny al ritratto del santo Pontefice in un rotolo pergamenaceo del 1087 proveniente da Montecassino, dall’incontro di Canossa alla donazione di Matilde ricostruita dai frammenti presenti nelle Grotte Vaticane, dall’arazzo di Bayeux alla ricostruzione del Vexillum Sancti Petri per giungere fino a giorni della sua ultima dimora a Salerno.