di Dario Caselli

REGGIO EMILIA – Partirà la nave dei candidati sindaco di Reggio, partirà quando non si sa. Risolto il rebus a sinistra con la scelta di Massari, candidato politico, proveniente dalle file di quello che un tempo era il PCI, nonché segretario della CGIL medici, il che, sia detto per inciso, è un fatto positivo. E’ una vittoria del solito apparato che da più lustri non governa la Città. E’ la vittoria di Delrio e del suo vassallo Vecchi, contro una novità, la candidatura De Franco, che poteva essere dirompente per l’apparato di potere che domina il Comune.

Certo il percorso non è stato facile, sono stati falciati nomi importanti e pure competenti e solo il no del primario Merli ha spianato la strada a Massari, nella convinzione che la sua inesperienza della macchina comunale lo spingerà a mantenere intatta una dirigenza che non ha dato buona prova di se, né nel campo professionale, né in quello dirigenziale. Vedremo se la scommessa sarà vincente, per quel poco che so di Massari, non abbandono ancora la speranza che si riveli autonomo.  

Per quanto riguarda il centro-destra, la nave è per ora come l’Arca di Noè: Vinci lancia l’avvocato Cataliotti, che avevamo lasciato dalle parti di Azione, il partito di Calenda, ma si sa che Vinci è un Diogene senza lampada e, come Diogene non trovò la verità, lui non trova mai il candidato giusto. Fratelli d’Italia vuole Aragona, Alleanza Civica e Forza Italia vogliono l’avvocato Tarquini, mentre la Lega attende lumi da Roma. A livello locale vorrebbero sfidare FdI, ma il coraggio non si può comprare. Tarquini doveva appendere i suoi manifesti un mese fa, al grido di chi mi ama mi segua. Oltretutto oggi gli eretici non corrono più il rischio del rogo. Se a sinistra vince l’ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto, a destra rischiano di perdere tutti, in questa corsa sfrenata ad arrivare secondi.

Nel mentre la Città declina e Vecchi titola il suo modesto bilancio decennale: immagina domani; ci vuol poco ad immaginare che il domani non sarà certo migliore. Per ora la nave partirà, dove arriverà, questo non si sa.