Palazzo Dossetti Reggio Emilia, Unimore

REGGIO EMILIA – In occasione della Giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza, il Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria e il Dipartimento di Scienze della Vita, con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia, si uniscono alle numerose iniziative in tutta Italia, organizzando un evento per promuovere e favorire una riflessione sulla presenza delle donne e delle ragazze nella ricerca e stimolare una visione critica sui pregiudizi e gli stereotipi di genere nel mondo scientifico.

Secondo il recente Rapporto Unesco sulla scienza, il divario tra uomini e donne nelle discipline scientifiche è ancora ingente. Solo il 28.8% delle donne a livello globale riesce ad affermarsi in ambito scientifico e in particolare, la partecipazione femminile nei corsi di studio nelle carriere STEM è in aumento solo da tempi molto recenti rappresentando ancora oggi una minoranza. Le ragazze spesso si trovano ad affrontare stereotipi culturali che le scoraggiano dal perseguire carriere scientifiche. Inoltre, possono essere esposte a discriminazioni o pregiudizi che limitano le loro opportunità di apprendimento e sviluppo delle competenze.

L’appuntamento, che  si terrà sabato 10 febbraio 2024 alle ore 10.00 presso l’Aula Magna Pietro Manodori di Palazzo Dossetti (viale Allegri, 9) a Reggio Emilia, sarà aperto dai saluti del prof. Massimo Milani,  Direttore del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria (DISMI), della prof.ssa Lorena Rebecchi, Direttrice del Dipartimento di Scienze della Vita (DSV) per poi proseguire con gli interventi e di Annalisa Rabitti, Assessora a Cultura, Marketing territoriale e Pari opportunità del Comune di Reggio nell’Emilia. La mattina proseguirà con gli interventi alle 10.30 della prof.ssa Elena Degoli del DISMI che affronterà il tema “Materiali innovativi per la transizione energetica”, alle 10.50 della prof.ssa Patrizia Fava del DSV su “Tecnologie alimentari e food packaging: una passione che dura da più di 40 anni”. Alle 11.10 la prof.ssa Monia Montorsi del DISMI parlerà de “La trasformazione delle scienze in ingegneria: materiali naturali e processi sostenibili”, alle ore 11.30 il tema  “Vite da scienziate: passione e traguardi tra alambicchi, reazioni chimiche, pozioni e grandi tecnologie” sarà affrontato dalla prof.ssa Barbara Ruozi · DSV, alle  11.50 “Persone e robot: come rendere l’interazione intuitiva?” sarà trattato dalla dott.ssa Valeria Villani del DISMI ed alle 12.10 la prof.ssa Maria Gullo del DSV concluderà con l’intervento dedicato al tema “Collezionare microrganismi: un’avventura entusiasmante”.

“Serve uno scatto sull’accesso all’istruzione e sull’uso di role model che possano ispirare le ragazze a intraprendere questo percorso e contrastare l’idea che femminile e abile nelle scienze siano caratteristiche incompatibili. Per questo motivo – affermano la prof.ssa Anna Maria Ferrari, delegata alle Pari Opportunità del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria e la prof.ssa Donatella Tondi, delegata alle Pari Opportunità del Dipartimento di Scienze della Vita – oltre all’intervento dell’assessora per le Pari opportunità Annalisa Rabitti, mette al centro alcune ricercatrici che con il loro contributo, intendono incoraggiare l’intera comunità nel perseguire obiettivi di parità di genere in termini di opportunità educative, di formazione e di carriere scientifiche”.

 “Iniziative come quelle che si promuovono nel nostro Ateneo – dichiara Tindara Addabbo, Delegata del Rettore per le Pari Opportunità di Unimore – consentono di rendere tangibili opportunità negate, rendendo le ragazze davvero libere di scegliere percorsi di studio e professionali in cui hanno non solo bassissime probabilità di accesso, ma anche di carriera. L’iniziativa organizzata dai Dipartimenti di Scienze e Metodi dell’Ingegneria e dal Dipartimento di Scienze della Vita in occasione della Giornata Internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza costituiscono un passo avanti in questo percorso e si aprono a chi la scelta in merito al proprio futuro universitario e professionale non l’ha ancora fatta”.