
REGGIO EMILIA – Reggio Emilia in marcia per “Per un futuro di pace”: è il titolo scelto per l’Appello e la Marcia che la città accoglierà in centro storico nel pomeriggio di domani, sabato 24 febbraio, giorno del secondo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. Promossi in modo congiunto e paritario da tutti gli aderenti, Appello e mobilitazione si realizzano nel segno di una pace che si vuole universale e riguardano tutti i teatri di conflitto presenti nel mondo.
Il percorso della Marcia avrà inizio alle 16.30 a porta San Pietro, il corteo percorrerà la via Emilia fino a piazza Gioberti e da qui proseguirà lungo corso Garibaldi, poi attraverso via Farini raggiungerà piazza Prampolini dove, ai piedi della scritta ‘Cessate il fuoco ora!’, si svolgeranno alcuni interventi.
UN BREVE STRALCIO DELL’APPELLO “PER UN FUTURO DI PACE”
Le guerre in atto, come tutte le guerre passate, separano persone, popoli e culture, in un ciclo di follia in cui si vuole affermare il pensiero della supremazia di alcuni sugli altri. In cui si afferma il diritto di alcuni con la violenza, l’occupazione, l’aggressione, la rappresaglia e si abbandona la cultura del confronto che riconosce i diritti di tutti.
Le conseguenze dei conflitti incidono anche su comunità locali apparentemente lontane dai conflitti – come il caso di Reggio Emilia. Le guerre impattano sui nostri sistemi di welfare, sull’accoglienza, hanno ripercussioni sulle nostre imprese, sui lavoratori, sulle competizioni sportive, sulle attività culturali e, anche, sulla nostra libertà di poter viaggiare nel mondo.
“Un futuro di pace” non ci si può limitare a sperarlo, bisogna avere il coraggio di pretenderlo!.
Come cittadini, istituzioni, enti, organizzazioni della società civile e associazioni ci impegniamo a:
- sollecitare e sottoscrivere appelli al Governo Italiano, alle Istituzioni europee e internazionali affinché possano prevalere la diplomazia e la mediazione, la riduzione delle spese militari, la promozione della cooperazione internazionale, il rafforzamento dell’azione umanitaria e di protezione dei diritti umani
- esporre ove possibile la bandiera e i simboli della pace
- a sostenere e promuovere iniziative di promozione della cultura del dialogo e della pace in ambito culturale, educativo, formativo e artistico per sensibilizzare la cittadinanza
- dare continuità alla mobilitazione promossa il 24 febbraio in tutte le città italiane da Europe for Peace, Assisi Pace Giusta, e a quanto già fatto e a quanto si farà insieme anche sul nostro territorio.
“Quella di domani” ha affermato il sindaco Luca Vecchi, durante la conferenza stampa tenutasi oggi intorno alle 12, “sarà una grande e importante mobilitazione per la Pace, in un momento storico, quello in cui ci troviamo, molto delicato. Alla marcia hanno aderito per il momento oltre 150 enti, istituzioni, associazioni e altre realtà del territorio. Da domani e fino a lunedì a Reggio Emilia ci saranno una serie attività sparse per città che hanno come tema la pace e riconciliazione. Di particolare importanza, con una forte valenza simbolica, la partecipazione di due personalità in qualità di portavoce del Parent Circle Family Forum (Forum delle famiglie vittime del conflitto israelo-palestinese): Robi Damelin e Laila AlSheikh (quest’ultima sarà in videocollegamento perché le hanno impedito di partire). Entrambe le donne, in circostanze diverse ma sempre legate al conflitto israelo-palestinese, hanno perso i loro figli. La partecipazione di queste donne è un valore aggiunto che dà ulteriore prestigio alla mobilitazione di domani.

“La Provincia -” ha detto Giorgio Zanni, Presidente della Provincia di Reggio Emilia, “aderisce convintamente alla marcia per la Pace, manifestazione rivolta a tutti i conflitti sparsi per il mondo. Saranno numerose le fasce tricolori che domani marceranno in piazza per la pace e per il cessate il fuoco. La pace è patrimonio di tutti, ma per arrivare alla pace il percorso è complesso. A questa complessità il popolo reggiano non si sottrae.”
“Domani ci saranno manifestazione in tutta Italia” ha affermato Cristian Sesena, segretario generale Cgil Reggio Emilia, “ma il livello partecipativo di Reggio è particolarmente rilevante. La guerra purtroppo sta diventando un cosa quotidiana, una parola usata troppo frequentemente a differenza della parola pace che sta diventando sempre più “isolata”. La pace è una precondizione necessaria: non è un limite. La guerra rappresenta invece un muro insormontabile. Quella di domani sarà una Prova tecnica di diplomazia dal basso. L’obiettivo sarà portare un messaggio, ovvero che esistono altre strade rispetto a violenza, genocidi e guerre, attraverso l’uso del dialogo e del confronto, cercando di trovare la mediazione per far convivere idee diverse.”
“Tutte le guerre” ha affermato Francesco Bini, segretario generale Cisl Emilia Centrale “dovrebbero essere fermate: non solo quelle vicine a noi. Chiediamo un cessate il fuoco per porre fine alla sofferenza e all’odio con cui si alimenta la guerra, per fare spazio a quella politica -diplomazia capaci di riannodare fili di dialogo. Occorre costruire momenti di dialogo attraverso l’ascolto delle differenze: dobbiamo pensa Reggio Emilia come una città di pace; un’aspirazione complessa ma necessaria.”
“La manifestazione di Reggio Emilia” ha sottolineato Pasqualino Pugliese “si inserisce nel quadro delle 120 manifestazioni analoghe previste in Italia e le associazioni che si riuniscono nel nostro Movimento non violento aderiscono convintamente”. Un buon passo sulla via di una pace duratura, ha concluso Pugliese, “sarebbe iniziare seriamente a ridurre le spese militari”.




