REGGIO EMILIA – Arrestato insieme ad un finanziere e ad un altro complice perchè colti in flagranza del reato di concussione ai danni di un barista di Reggio Emilia avvenuto nel 2011, è ora finito in carcere essendo divenuta esecutiva la sentenza di condanna nei tre gradi di giudizio uno scrittore siciliano residente a Reggio Emilia. All’epoca dei fatti, secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Reggio Emilia, un finanziere in servizio in un’altra provincia, abusando della sua posizione si era presentato in un bar di Reggio Emilia ed esibendo il tesserino identificativo aveva chiesto al proprietario prima 2.000 e poi 5.000 euro: in caso contrario avrebbe attivato controlli delle fiamme gialle e dall’Ausl. A denunciare l’episodio era stato lo stesso barista che si rivolse ai carabinieri di via Adua. I carabinieri reggiani con i colleghi della Guardia di Finanza, fotocopiarono i soldi che avrebbero dovuto essere consegnati dalla vittima e si erano appostati per seguire la consegna della somma. Solo qualche minuto più tardi, scorgendo l’auto civetta dei carabinieri, l’uomo aveva gettato a terra la busta coi soldi ma era stato subito arrestato.

I carabinieri arrestarono poi anche i complici tra cui lo scrittore. A seguito dell’iter processuale, il 50enne scrittore siciliano è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale di Reggio Emilia che l’ha giudicato, condannandolo a 5 anni di reclusione oltre alla pena accessoria dell’interdizione dai Pubblici uffici Perpetua. La pena il 28 febbraio scorso è divenuta esecutiva avendo la Corte di Cassazione, rigettato il ricorso avanzato dal 50enne, motivo per cui, l’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica reggiana il 12 marzo 2024 ha emesso l’ordine di esecuzione per la carcerazione. Il provvedimento restrittivo è stato eseguito ieri 14 marzo, dai Carabinieri di Reggio che hanno raggiunto lo scrittore nella sua abitazione e l’hanno portato in carcere, dove sconterà, detratti i 4 giorni di custodia cautelare, il restante residuo di pena pari a 4 anni 11 mesi e 26 giorni di reclusione.